Hanno un mese di tempo in più, fino al 31 ottobre, i professionisti ordinistici per richiedere alla propria Cassa di previdenza l’esonero contributivo 2021. Ma i requisiti di accesso sono gli stessi: iscrizione alla Cassa prima del 2021, reddito professionale 2019 inferiore a 50mila euro più un calo di fatturato di almeno il 33% nel 2020, nessun rapporto di lavoro subordinato o pensione (tranne l’invalidità) e la piena regolarità contributiva. Tutte le Casse previdenziali hanno già aperto alla possibilità di cominciare a presentare le istanze online, seppure in tempi diversi. Ad esempio i consulenti del lavoro possono farlo solo dal 15 settembre, anche per legare la domanda di esonero alla data ultima per la dichiarazione reddituale che consente di evidenziare con certezza il calo del fatturato. In linea generale, non è necessario affrettarsi a presentare la richiesta perché l’ordine cronologico di presentazione non conta per ottenere il bonus contributivo. Niente click day, dunque. Al contrario, un anticipo sulla data ultima di fine ottobre è sicuramente consigliabile per i professionisti che potrebbero essere in posizione di irregolarità contributiva. Perché eventuali versamenti per sanare la posizione sono validi ai fini dell’esonero solo se effettuati entro questa data. in alcuni casi è il sistema stesso ad avvisare l’iscritto: ad esempio per gli avvocati il sistema di Cassa forense evidenzia in fase di richiesta con un alert eventuali irregolarità. Tutti gli enti, comunque, si sono già organizzati per assistere, con vademecum, faq e linee dirette. i propri iscritti che hanno dei dubbi di procedura. Due in particolare le criticità di applicazione che stanno emergendo: il nodo delle rate e quello dei contratti di lavoro subordinato anche brevi. La scelta della rateizzazione per i contributi 2021 va fatta con attenzione; se la diluizione infatti si e stende al 20 22. esce fuori dal perimetro dell’esonero (attuato con una logica di cassa). Per quanto riguarda il lavoro subordinato, il decreto attuativo dell’esonero non precisa se il divieto riguarda solo incarichi a tempo indeterminato o anche quelli a tempo determinato, magari di pochi giorni. Le Casse, quindi, restano in attesa di istruzioni per valutare la posizione di iscritti che hanno avuto contratti a tempo determinato. Da ricordare, infine, che restano comunque esclusi dall’esonero i contributi integrativi e il contributo di maternità. Solo una volta chiusa la finestra delle domande partiranno le valutazioni del Governo sugli importi richiesti e la disponibilità dei fondi.