‘io-sono-babbo-natale’,-marco-giallini:-“proietti,-un-padre-per-me”

ROMA – Cosa fare quando le difficoltà della vita ci rendono cattivi? Quando ci fanno perdere il significato di essere un umano? Quando non ci lasciano spazio per sognare? Bisogna credere a Gigi Proietti quando sostiene di essere Babbo Natale nel film ‘Io sono Babbo Natale’ di Edoardo Falcone. La pellicola – presentata al Cinema Adriano in pre-apertura alla 16esima edizione della Festa del Cinema di Roma (14-24 ottobre) – rappresenta l’ultima interpretazione dell’indimenticabile Proietti, che recita al fianco di Marco Giallini.

“Ho imparato tanto da lui ancora prima di conoscerlo. È stato un privilegio passare tanto tempo con uno come Gigi. Lui è diventato un padre per me”, ha raccontato Giallini, visibilmente commosso, durante la conferenza. “Lui durante le riprese non stava bene, ma non credevo che stesse così male. Sul set – ha proseguito – sembrava uno di vent’anni. Vederlo ridere per me è stato un onore. Quando abbiamo finito il film mi scriveva messaggi del tipo ‘Gialli’ mi mancano le nostre risate’. Ringrazio chi mi ha fatto diventare amico di Gigi”.

LA TRAMA

Al centro della storia c’è Ettore (Giallini): un ex galeotto dalla vita turbolenta e sgangherata. Non ha grandi prospettive se non quella di continuare la sua carriera da rapinatore. Un giorno, il destino lo porta a casa di Nicola (Proietti), un simpatico signore che non possiede oggetti di valore ma ha una incredibile rivelazione da fare: ‘sono Babbo Natale’. Ettore non è nato cattivo. Sono i genitori – papà rapinatore e mamma spacciatrice – ad averlo reso quello che è oggi, ad avergli tolto la possibilità di sognare, di vivere l’infanzia come tutti i bambini e la felicità. Ma grazie ai personaggi interpretati da Proietti e Barbara Ronchi – l’ex compagna di Ettore e mamma di sua figlia – (ri)scopre che nella vita tutto è possibile, anche trovare la forza di cambiare strada.

“Lui è diventato quello che è a causa dei genitori, per lui la favola non c’è mai stata. Vedere una persona che crede che tu possa diventare una persona migliore ti fa trovare il coraggio di cambiare”, ha detto Ronchi. Durante la conferenza spazio ai ricordi di Natale. “Erano i primi Anni 70, abitavo a Montesacro vicino il Brancaleone. Avevamo un camino, papà non poteva stare senza. Una volta si usava lasciare il cibo per Babbo Natale. Io gli avevo lasciato un cappuccino”, ha ricordato Giallini. “La mattina mi sono svegliato presto – ha proseguito – e ho trovato papà bere ciò che avevo lasciato per Babbo Natale. Lui mi ha detto ‘non l’ha voluto’. Ed io ho creduto alla sua esistenza per un altro paio di anni”.

Proietti non è mai stato un volto molto presente sul grande schermo e questo lo ha fatto soffrire: “Sul set mi ha parlato di questo, ma per lui era una ferita rimarginata nel tempo, ma gli dispiaceva”, ha detto Falcone, che ha aggiunto: “Gigi era un ‘mostro sacro’ ma di lui ricorderò la sua umanità, il rispetto sul set, la sua professionalità e la sua voglia di conoscere gli altri durante le pause. Aveva tanti progetti in programma, come l’Amleto”.

‘Io sono Babbo Natale’ – una produzione Lucky Red, 3 Marys Entertainment con Rai Cinema – arriva il 3 novembre #SoloAlCinema con Lucky Red. “Data non scelta a caso: il 2 novembre è l’anniversario della morte di Gigi. Inoltre, la Festa del Cinema ci ha dato questa bella opportunità di pre-aprire la kermesse”, ha detto il regista.

IL COMMENTO

La storia avrebbe potuto rappresentare un bel momento di intrattenimento con la magia del Natale, un momento per rispolverare la meraviglia della condivisione e dello stare insieme. La pellicola, però, si è rivelata deludente, nonostante il racconto di base sia molto interessante. Marco Giallini si presenta simpatico, ma niente di nuovo: una sintesi dei personaggi interpretati nel tempo. Per Gigi Proietti, invece, ultima interpretazione sprecata. Il regista, purtroppo, non è riuscito a rendere memorabile questa apparizione d’addio. Certamente siamo di fronte ad un attore che era anziano e stanco durante le lavorazioni del film, ma il talento non scompare con l’età, non va via con la stanchezza e con i segni del tempo. Falcone ha avuto questa irripetibile opportunità e l’ha buttata via non sapendo tirare fuori l’immenso Gigi, non sapendolo dirigere. A salvarsi è il personaggio interpretato da Barbara Ronchi: una figura positiva e una donna forte che mostra l’importanza di dare una seconda opportunità e il suo potere salvifico.
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