Redazione

Il professionista che a suo tempo ha aderito all’opzione consentita dalla cassa di categoria di non versare i contributi può annullare la richiesta dell’Inps di versamento alla Gestione separata cambiando l’opzione, ora per allora. Lo precisa Inarcassa con il messaggio 709/2012. A giugno l’Istituto ha inviato, nell’ambito delle operazioni di verifica delle posizioni contributive, denominata “Poseidone”, le lettere di invito al pagamento dei contributi dovuti alla Gestione separata (articolo 2, comma 26 della legge 335/95) relative ai soggetti che hanno dichiarato redditi da arti e professioni nel quadro RE del modello Unico PF anno 2006, periodo di imposta 2005.

Con questo messaggio l’ente risponde alle numerose richieste di chiarimenti in merito alla legittimità dell’imposizione contributiva Inps in capo al professionista che, iscritto al proprio albo di categoria, si trova a versare il solo contributo integrativo alla propria cassa, per scelta o per obbligo.

È il caso, per esempio, degli ingegneri per i quali l’ente di categoria, Inarcassa, non accetta la contribuzione soggettiva da parte di coloro che sono già altrimenti assicurati, quali i dipendenti pubblici iscritti all’Albo degli ingegneri. In questo caso, secondo l’Inps, per i redditi derivanti dall’attività professionale svolta e dichiarata con i codici 7420E -74.20F74.20.2 (studi di architettura, ingegneria e ingegneria integrata) permane l’obbligo di contribuzione alla Gestione separata e non saranno annullati gli accertamenti notificati nell’ambito dell’operazione Poseidone.

Quando, invece, il mancato versamento alla cassa di categoria deriva da una scelta del professionista nell’ambito di una opzione consentita dalle disposizioni statutarie della cassa stessa, la mancata iscrizione del soggetto interessato, alla Cassa di categoria, non è, da sola, elemento sufficiente a incardinare obbligo contributivo alla Gestione separata. Precisa quindi l’Inps che, qualora l’obbligo sia strettamente legato alla volontà del contribuente e alle disposizioni che regolamentano le modalità di iscrizione alle casse professionali, il contribuente potrà esplicitare anche ora per allora la sua scelta, chiedendo alla Cassa di categoria di poter versare la contribuzione omessa.

Se il professionista sceglie di versare la contribuzione arretrata alla cassa di categoria, il contenzioso con l’Inps cesserà a seguito dell’acquisizione di idonea documentazione, quale la copia del provvedimento della Cassa di autorizzazione al pagamento dei contributi dovuti per l’anno di riferimento dell’accertamento stesso, la copia della delibera di riscatto, la ricevuta di pagamento in caso di versamento del contributo.

A seguito dell’annullamento dell’accertamento a carico del professionista in quanto “Obbligato presso altra Cassa professionale: scelta della cassa interessata”, l’Inps provvederà, comunque, a trasmettere alle casse di categoria interessate dall’operazione Poseidone (casse nazionali di avvocati, commercialisti, ragionieri, ingegneri e architetti e Enpapi, l’ente di previdenza degli infermieri) i dati relativi ai soggetti il cui accertamento è stato annullato in quanto i contributi sono dovuti alla propria cassa di appartenenza.

 

* Il Sole24Ore