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POTENZA – Chiedono “dignità” e “lavoro” i 4.500 forestali della Basilicata che questa mattina hanno protestato davanti alla sede della Regione, a Potenza. In piazza, in particolare, i 1.100 lavoratori forestali ex reddito minimo di inserimento ed ex mobilità che, oltre a non avere recepito la mensilità di settembre, si sono visti ridotte le giornate di lavoro nonostante gli impegni assunti: 85 contro le 102 richieste. A ciò si aggiunge la situazione della platea rimanente, che avanza due mensilità.

“Una bomba sociale” secondo i sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil che hanno organizzato la manifestazione di protesta di oggi. “La platea in oggetto – spiegano alla Dire i rappresentanti regionali, Vincenzo Esposito, Giuseppe Romano e Gerardo Nardiello – è composta da persone che sono costrette a sostenere le proprie famiglie con i soli proventi delle poche giornate lavorative, a questo si aggiunge il forte ritardo con cui vengono pagate che genera grandi disagi familiari. Tutto questo, inoltre, rende impossibile affrontare con serenità temi fondamentali per il settore forestale quali la programmazione delle annualità e l’avvio di una discussione approfondita per il rinnovo del contratto integrativo regionale che dal 2012 non viene rinnovato”.

La protesta procederà fino a quando non si giungerà alla risoluzione delle problematiche dichiarate. “È necessario rimettere al centro della discussione politica la tematica dell’intero settore della forestazione, che negli ultimi anni sta pagando fortemente i disagi organizzativi”, concludono i sindacati.

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