E dal seme della «learning society» (la società della conoscenza) che può nascere l’albero della «learning economy» (l’economia della conoscenza), stando al solco tracciato dal premio Nobel per l’Economia Joseph E. Stiglitz: nel nostro Paese, a innaffiare la pianta della formazione ci pensano (anche) le Casse previdenziali private, stanziando risorse (in alcuni casi ingenti) per accrescere le competenze dei professionisti iscritti. E far sì che a nuove abilità corrispondano ulteriori guadagni, che fungano da «fertilizzante» della futura pensione. Come è possibile osservare dalla tabella in queste pagine, le iniziative vanno, in prevalenza, dai percorsi di apprendimento ed aggiornamento sovvenzionati alle opportunità di usufruire di «borse lavoro», con cui accedere a fette di mercato finora negate, soprattutto alle coorti più giovani. Dall’inchiesta di lOLavoro risulta, ad esempio, che la Cassa forense indice (annualmente) un concorso per l’acquisizione del titolo di cassazionista per il superamento della verifica finale di idoneità, dopo aver frequentato il corso previsto per l’iscrizione all’Albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori: per il 2019, pur non essendo stati ancora approvati i bandi, è stato stanziato un fondo di 500 mila euro, sulla scia del gradimento del progetto nel biennio precedente (nel 2017, a fronte di 212 domande, sono state ero gate 199 borse di studio, mentre lo scorso anno, su 114 richieste giunte dagli avvocati, 109 sono state accolte). Entrando, poi, nel merito delle strade formative proposte alle diverse categorie, è possibile notare come gli Enti siano orientati a collocare risorse su progetti di reale utilità (e dal forte profilo innovativo) per l’attività che il professionista svolge, o si troverà a esercitare in futuro: la Cassa geometri, infatti, offre tanto corsi di formazione nel Bim («Building information modeling», ossia il sistema per ottimizzare la pianificazione, la creazione e la gestione di costruzioni mediante l’utilizzo di un software), quanto iter di aggiornamento nell’ambito della certificazione energetica, dell’amministrazione di condominio e nella prevenzione degli incendi, così come Inarcassa concentra i propri sforzi nei programmi che puntano ad accrescere la qualità delle prestazioni tecniche di architetti ed ingegneri, tra cui quelli sulla sicurezza degli edifici scolastici, sull’internazionalizzazione del giro d’affari e sul «Leed» (dedicato alla progettazione e alla certificazione sostenibili). Per gli psicologi associati all’Enpap, invece, oltre ad un affiancamento (tramite un «tutor») nella realizzazione di un’impresa, si profila, qualora i ministeri vigilanti del Lavoro e dell’Economia dovessero approvare l’iniziativa voluta dai vertici dell’Ente, la chance di servirsi di contributi per ottenere competenze trasversali e complementari all’esercizio della professione, su cui, dal 2020, dovrebbero esser appostati circa 400 mila euro; recente è il via libera dei dicasteri alla delibera della Cnpadc (dottori commercialisti) che permetterà alla Cassa di dar vita, nel corso del 2019, a bandi rivolti allo sviluppo delle competenze e per sollevare la platea (soprattutto quella giovane) da una serie di costi propedeutici all’avvio dello studio. Il (proficuo) nesso tra l’allargamento del bacino delle conoscenze e l’incremento dei guadagni, poi, è testimoniato dalla fotografia scattata dall’Enpab ai redditi dei biologi che hanno partecipato ai diversi progetti formativi, come le «borse lavoro»: le donne, che nel 2016 dichiaravano entrate medie pari a 14.499 euro, le hanno viste salire fino a 15.257 nel 2017, gli uomini, che partivano da 20.322 euro, ne hanno portati a casa l’anno successivo 21.562. Cospicua, infine, la somma che l’Enpad mette a budget per finanziare percorsi di studio in aree di mercato, nelle quali ritiene che i consulenti del lavoro possano conquistare posizioni. E, tra le strategie avviate, ce n’è una, frutto della sinergia con la Fondazione studi del Consiglio nazionale della categoria, che partirà durante il 2019: si tratta di un corso di formazione di alta specializzazione sul welfare aziendale, offerto gratuitamente dall’Ente (che spenderà 200 mila euro) a 120 beneficiari, dopo apposita selezione.

FONTEItaliaOggi
CONDIVIDI