raggiunto-l’accordo-sul-taglio-delle-tasse:-ecco-le-nuove-4-aliquote-irpef

Il ministro dell’Economia, Daniele Franco, incontrerà oggi per la terza volta gli sherpa dei partiti di maggioranza e tenterà di arrivare a un’intesa su come spendere gli 8 miliardi di euro disponibili per il taglio delle tasse dal 2022. Lo schema resta quello della riduzione delle aliquote Irpef da 5 a della rimodulazione di scaglioni, detrazioni e no tax area con l’obiettivo di alleggerire il prelievo Irpef in particolare per i redditi medi. Ma il taglio dell’Irpef sarà meno generoso delle ipotesi iniziali. I tecnici hanno fatto i conti e, tirate le somme, hanno concluso che per stare negli 8 miliardi, compreso il taglio dell’Irap per 1,5-2 miliardi, bisogna ridimensionare la manovra sull’Irpef. Così, non si ragiona più di un calo dell’aliquota del 38% al 34% (che da solo costerebbe 4 , 5 miliardi), ma di una più modesta discesa al 36% e anche l’ipotesi di portare l’aliquota del 27% al 25% (costo di circa miliardi) potrebbe fermarsi al 26%. Resterebbe l’aumento delle detrazioni e della no tax area limitato ad autonomi e pensionati. Se il ministro chiuderà l’intesa, è probabile che nei prossimi giorni ci sia un incontro con le parti sociali e poi, la prossima settimana, l’emendamento alla legge di Bilancio potrebbe essere presentato in Senato. Dove ieri la manovra è stata incardinata nella commissione Bilancio, ma dopo uno scontro nella maggioranza sulla nomina dei tre relatori: Daniele Pesco (M5s), Erica Rivolta (Lega) e Vasco Errani (Leu). Contraria Forza Italia, che lamenta si essere stata esclusa e i ha abbandonato la commissione. Sempre ieri è arrivato il verdetto della commissione Uè sulla manovra: via libera, ma con la raccomandazione di limitare la crescita della spesa pubblica. «Bisogna trovare un equilibrio tra questa prudenza e il necessario sostegno alla crescita», ha detto il commissario agli Affari economici.