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Dalla nostra inviata Alessandra Fabbretti

VARSAVIA – Il presidente della Polonia, Andrzej Duda, ha ratificato un disegno di legge che impone un divieto di accesso nell’area di confine a giornalisti e operatori di organizzazioni non governative. Per entrare nella zona sarà necessario ottenere un permesso dalle Guardia di frontiera che potrà accordarlo “a sua discrezione”. La legge, riporta la stampa locale, è entrata in vigore al termine dello stato d’emergenza frontaliero che Varsavia aveva introdotto il 2 settembre in seguito a un aumento di migranti provenienti dalla Bielorussia.

Il ministro dell’Interno Mariusz Kaminski ha motivato la misura con “ragioni di sicurezza”. Rispetto all’area designata dallo stato d’emergenza, il nuovo provvedimento comprende più villaggi, ben 183, ed è profonda tre chilometri. Ieri, secondo la polizia, sono stati registrati 134 tentativi di accesso irregolare. Il garante per i diritti umani della Polonia ha contestato la legge, sostenendo che vieta il diritto all’informazione esercitato dei media e più in generale la libertà di movimento costituzionalmente riconosciuta, permettendo al ministero dell’Interno limitazioni a tempo indeterminato.

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Le organizzazioni non governative hanno richiamato l’allarme sulla crisi umanitaria, dal momento che i profughi sono per lo più accampati all’aperto e in questi giorni sono in corso nevicate. Al confine, da novembre sarebbero arrivati oltre 5.000 migranti dalla Bielorussia secondo il governo polacco. Varsavia accusa Minsk di aver intenzionalmente facilitato la concessione dei visti dal Medio Oriente con l’obiettivo di fare pressioni sull’Unione Europea.
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