Riportare la gestione della quarta rottamazione e saldo e stralcio dei debiti contributivi nelle mani delle Casse dei professionisti, che autorizzeranno le eventuali richieste degli iscritti con proprie delibere. Dare facoltà alle Casse di utilizzare fino al 5% dei rendimenti annui del patrimonio – si parte da uno stock pregresso di 900 milioni e un flusso annuale di almeno 100 milioni calcolando un tasso del 4% – per finanziare programmi di nuovo welfare e formazione per le rispettive categorie. Trasferire da luglio all’Istituto di previdenza dei giornalisti (Inpgi) i comunicatori professionali e chi lavora per l’informazione nella Pa oggi iscritti all’Inps. Il “pacchetto Casse” rimasto fuori dal Dl crescita, nonostante le settimane di confronto tecnico-politico che gli sono state dedicate, si appresta a un rientro con un emendamento governativo al Ddl di conversione. «Abbiamo lavorato a fondo a questo insieme di misure e pensiamo siano utili al sistema delle Casse dei professionisti, che è chiamato a fronteggiare mutamenti strutturali del mercato del lavoro» spiega al Sole24 Ore il sottosegretario della Lega, Claudio Durigon, che con il collega Massimo Garavaglia si farà promotore del recupero delle norme in sede parlamentare. Sempre che la maggioranza gialloverde non s’incrini anche su questo fronte. Sul “saldo-stralcio” l’intervento sarà chirurgico: saldare il debito contributivo versando, per i meno abbienti, il 16% del dovuto, sarà possibile ma solo “previa delibera” delle Casse. La norma varata con la legge di Bilancio vale centinaia di milioni per questi enti e, se applicata senza filtro, rischia di metterne in difficoltà gli equilibri contabili in due modi: da una parte impatterebbe negativamente sui bilanci delle Casse, dall’altra crea dei sospesi contributivi che all’atto del pensionamento potrebbero generare non pochi problemi (ogni Cassa ha regole diverse). Il correttivo rappresenta dunque un importante riconoscimento della loro autonomia. «Noi crediamo molto aggiunge Durigon – anche alle altre due misure a sostegno delle libere professioni. Quella che consente di utilizzare risorse per finanziare forme di welfare ma anche di formazione o sostegno dei giovani, penso a finanziamenti di start up formate da professionisti per esempio. E poi c’è la norma per l’Inpgi, che serve non solo a evitare il commissariamento dell’Istituto ma anche a dargli una prospettiva concreta». Secondo Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp, finanziare nuove prestazioni di welfare m questa fase risponde a un’esigenza strategica, utile per ripristinare un patto generazionale tra i professionisti: «Serve più formazione, più assistenza alla genitorialità, polizze sanitarie, più sostegno long term care». E le risorse che verrebbero liberate «non intaccano le riserve legali, che oggi garantiscono l’equilibrio tecnico dei nostri bilanci a 30 anni». Insomma un’operazione «più che sostenibile per un sistema di enti autonomi che ogni anno gira allo Stato mezzo miliardo di fiscalità». Tomandoall’Inpgi, con l’emendamento si punterebbe a trasferire all’Istituto dei giornalisti circa 13.900 nuovi iscritti, di cui 8.800 privati e il resto pubblici.

FONTEIl Sole 24 Ore
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