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MILANO – Vandalizzati i manifesti della mostra ‘La Cina non è vicina’ di Badiucao, pseudonimo dell’artista e attivista cinese dissidente a cui per la prima volta viene dedicata una personale in città. Per questo si tratterebbe di “un fatto emblematico, che trascende il decoro urbano, nel quale si riconosce un nuovo, chiaro tentativo di censura” nient’affatto “occasionale”, è il commento tranchant del Comune di Brescia e di Fondazione Brescia Musei, promotori del progetto.

E proprio per “contrastare la violenza intrinseca in queste cancellature, simbolico bavaglio”, gli stessi promotori, in accordo con l’artista, hanno deciso di “non rimuovere né sostituire” i materiali danneggiati.

CONTRO LA MOSTRA AZIONI CENSORIE

Francesca Bazoli, presidente della Fondazione Brescia Musei nei prossimi giorni intende presentare formale denuncia contro ignoti: “Questo tipo di azioni violentemente censorie rafforzano gli obiettivi del Comune di Brescia e della Fondazione Brescia Musei e non intaccano i risultati complessivi del progetto, fornendo semmai ulteriore visibilità ed impulso al sostegno di questo programma per la democrazia e la libertà che sta riscuotendo enorme attenzione a livello nazionale e internazionale”. Dal 12 novembre sono stati, infatti, oltre 13.000 i visitatori della mostra, dei quali circa 6.000 nel corso del Festival della Pace di Brescia, di cui il progetto era l’evento espositivo di punta; i restanti 7.000 nel solo mese di dicembre.

Una vandalizzazione che sembrerebbe sistematica e chirurgica e tradirebbe una volontà di boicottaggio, stando alla ricostruzione dei fatti fornita da Palazzo Loggia e museo Santa Giulia che ospita la collezione. Nel corso degli ultimi dieci giorni, spiegano infatti, sulla “quasi totalità degli impianti pubblicitari fissi (banner, totem e stendardi) e buona parte delle affissioni stradali, dei manifesti e delle locandine” dedicate alla mostra sono state cancellate “le informazioni essenziali alla visita, quali il luogo dell’esposizione e le date, il titolo e, talvolta, l’immagine guida scelta per promuovere la mostra”.

“Questi atti vandalici- ha dichiarato la vicesindaca Laura Castelletti- ci dimostrano una volta di più quanto fosse necessaria a Brescia una mostra di tale significanza, volutamente inserita nella cornice del Festival della Pace che, fin dalla sua istituzione, vuole accendere un faro sulla violazione dei diritti”.

LA RESISTENZA DELL’ARTISTA IN ESILIO

Badiucao è lo pseudonimo dell’artista-attivista cinese noto per la sua arte di protesta, attualmente operante in esilio in Australia. Il percorso espositivo ripercorre l’attività artistica di Badiucao, dagli esordi alle opere più recenti che sono nate in risposta alla crisi sanitaria innescata dalla pandemia di Covid-19. Grazie al suo blog, ai social media e a campagne di comunicazione organizzate, Badiucao porta avanti la propria attività di resistenza, uno dei pochissimi canali non filtrati dal controllo governativo capace ad esempio di trasmettere i racconti dei cittadini di Wuhan durante il lockdown del 2020.Proprio nel 2020 gli è stato conferito dalla Human Rights Foundation il premio ‘Václav Havel Prize for Creative Dissent’, destinato ad artisti che creativamente denunciano gli inganni delle dittature.

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