sabato-sciopero-dai-prefetti:-“non-siamo-agenti-minori”

MODENA – Si leva un appello a tutta la Polizia locale affinché quello in programma venerdì sia uno sciopero “sentito e partecipato”, per “far capire al Governo e al ministero degli Interni che la Polizia locale è stanca di vivere in questo limbo, di essere trattata come la Cenerentola delle forze di polizia. Non lo siamo”. Lo dice il Sulpl, sindacato dei vigili urbani vicino alle sigle Diccap-Cse e distinto sia dalle organizzazioni confederali sia dal coordinamento sindacale Csa del settore: sta preparando in questi giorni per sabato uno sciopero nazionale come occasione di rivendicazione, allo stesso tempo, anche di tante istanze locali.

In attesa di riscontri sull’adesione alla mobilitazione, visto che comunque il Sulpl non è maggioritario, in Emilia-Romagna sono stati organizzati tre presidi, tutti dalle 9.30 alle 12, di fronte alle Prefetture di Piacenza, Modena e Rimini, e nel corso della giornata saranno comunque garantiti servizi fondamentali come rilievo di incidenti e pronto intervento, Tso e polizia giudiziaria, tra gli altri. In alcune unioni comunali dei territori, come a Reggio Emilia e dintorni, potrebbe però non essere garantito il servizio serale, come conferma anche parlando alla ‘Dire’ Luca Falcitano, ispettore di Polizia locale della segreteria regionale Sulpl, a fianco del collega reggiano Lorenzo Cristofaro.

La segretaria regionale aggiunta, Miriam Palumbo, insiste sulle ragioni della mancata riforma nazionale: “La Polizia Locale ha sperato, ancora una volta, in una legge di riforma seria, che potesse chiarire il suo ruolo nell’ambito della sicurezza e che potesse riconoscere a questa categoria dignità e diritti di natura giuridica, previdenziale e assistenziale”, per “porre fine alla discriminazione sul piano organizzativo e remunerativo esistente in Italia fra la Polizia di Stato e la Polizia Locale. Il testo era uscito dalla prima commissione Affari Costituzionali della Camera con l’approvazione all’unanimità dei parlamentari”, puntualizza la segreteria confermando che, però, nel frattempo non ci sono stati passi concreti.Tuttavia, appunto, le ragioni nazionali dello sciopero si fondono di fatto con quelle locali, come mostra ad esempio il caso di Modena. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, infatti, ha confermato oggi la fiera tradizionale di Sant’Antonio per il 17 gennaio, come prova generale ‘Covid’ di quella di San Geminiano il 31, e anche il Sulpl si lamenta, come hanno già fatto in mattinata i colleghi di Fp-Cgil e Cisl-Fp.

“Il numero dei banchi e degli espositori- spiegano dalla sigla locale a proposito della conferma di Sant’Antonio- si aggira normalmente sulle 400 unità ma, anche qualora il numero risultasse minore, le attività di gestione e controllo della fiera esporrebbero i cittadini e i lavoratori della Polizia locale a un rischio esponenziale di contagio, per l’enorme afflusso di persone, anche per questioni strutturali della zona del centro storico”. Ricordando che “tra l’altro che i due appuntamenti già cadono di lunedì quando è già in programma il mercato settimanale, adiacente alla zona della fiera”, il Sulpl evidenzia che “la dotazione organica del Corpo già non è adeguata allo standard dei servizi richiesti, oltre ad esserci agenti in quarantena ed alcuni non vaccinati e quindi non in servizio: terminata la fiera del 17, gli agenti potrebbero essere sottoposti ad un numero di contagi e malati tale per cui non si garantirebbero non solo i servizi per l’evento del 31, ma anche i servizi ordinari dei giorni a venire”.

Conclude quindi il Sulpl modenese: “In un periodo storico dove si richiama la popolazione a non creare assembramenti, usare cautele e ogni altro sistema per tutelare la salute pubblica, i lavoratori di via Galilei saranno costretti ad entrare in contatto con una moltitudine di persone che difficilmente sarà controllabile”.

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