La pace fiscale, con la possibilità di rottamare le cartelle e la facoltà di aderire al saldo e stralcio, potrebbe tornare già in autunno. L’intento del governo è riaprire i termini per la definizione agevolata delle pendenze con il fisco nel prossimo mese di ottobre, tanto che i rappresentanti della Lega nell’esecutivo hanno già delineato il percorso da seguire, ipotizzando di presentare un emendamento al decreto crescita a Montecitorio. La riapertura di una finestra per mettersi in regola con l’Agenzia delle Entrate costituisce, secondo il sottosegretario al ministero dell’Economia, Massimo Bitonci (Lega), un’ulteriore occasione a chi finora non ha aderito alla pace fiscale. Con un’avvertenza: in ogni caso la nuova edizione di sconti, agevolazioni e rateizzazioni non riguarderà i ruoli relativi ai pagamenti del 2018. «Quella è riscossione ordinaria, il tema potrà essere ripreso nel 2020, con almeno un anno di riscossione ordinaria alle spalle», indica il sottosegretario. In attesa della riapertura dei termini per la pace fiscale è possibile tracciare il bilancio sia dell’operazione rottamazione ter sia del saldo e stralcio, terminate con la scadenza dello scorso 30 aprile. L’esito è «molto buono, superiore alle attese», riassume il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore. Le domande di adesione alla rottamazione ter hanno raggiunto quota 1,22 milioni, mentre i contribuenti in difficoltà economiche interessati al saldo e stralcio hanno presentato 277 mila richieste di adesione. Il totale delle istanze depositate allo sportello o presentate online è pari a circa 1,5 milioni, cifra a cui vanno sommate poco più di 200 mila richieste arrivate comunque entro il termine via Pec o posta ordinaria e che sono in corso di registrazione. Un risultato che spinge il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia (Lega), a rivendicare che la pace fiscale ha avuto una riuscita «assolutamente positiva. Così come l’idea di allungare i tempi è stata vincente».

FONTECorriere della Sera
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