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ROMA – Liceali che aiutano bambini e famiglie a sconfiggere il cancro, organizzando raccolte fondi per acquistare i farmaci, cibo e altre cose utili ai pazienti oncologici, o tenendo corsi di sensibilizzazione. Il tutto anche attraverso piccole rinunce personali. Accade in alcuni istituti superiori dell’Uganda, un Paese in cui mancanza di conoscienza sulla malattia o difficoltà di accesso alle cure sono tra le principali cause di vittoria dei tumori.

A raccontare questa esperienza alla vigilia della Giornata mondiale contro il cancro infantile è la presidente di Afron – Oncologia per l’Africa Onlus, Titti Andriani. All’agenzia Dire la presidente spiega: “Si chiamano ‘3C Club’ (Children Caring about Cancer) e da nord a sud, i licei vengono selezionati dall’Uganda Child Cancer Foundation (Uccf). I ragazzi interessati – tra i 14 e i 18 anni – formano dei gruppi di una dozzina di studenti e si dividono i compiti: c’è chi si occupa della raccolta fondi, chi della sensibilizzazione, chi di lanciare piccoli eventi. La nostra onlus si occupa di formarli”.

Un impegno che non si è arrestato neanche durante la pandemia: “dato che i viaggi erano sospesi- continua Andriani- gli abbiamo donato dei tablet per poter continuare questa collaborazione”. Il progetto 3C è inoltre co-finanziato da fondi 8 x 1000 della Chiesa Valdese. È uno dei tanti progetti che la onlus romana realizza in Uganda dal 2010 per coinvolgere la società civile nella lotta al cancro, ed è per questo che Afron, insieme alla storica partner Fondazione Soleterre, è stata selezionata per tenere una serie di panel all’interno della XIV edizione del Congresso della Società Internazionale di Oncologia Pediatrica (Siop), organizzato dall’Uganda Cancer Institute a Kampala dal 16 al 18 marzo. “È un’occasione che ci onora- dice Andriani- e che ci porta accanto a accademici ed esperti da tutto il mondo. Ciò conferma che negli ultimi dieci anni l’Africa ha fatto un balzo enorme in termini di consapevolezza sulla gravità della malattia e dell’importanza della prevenzione”.

Al congresso Siop saranno presenti anche numerosi studenti rappresentanti dei 3C Clubs per rendersi attori in prima linea nella lotta al cancro in Uganda. Ad Afron, oltre a organizzare tre panel tematici, è stato chiesto di portare anche tre piccoli “testimonial”, bambini sopravvissuti al cancro, che possano raccontare la loro esperienza. Tra loro ci sarà Solomon, che proprio un anno fa, a 9 anni, è stato dichiarato guarito dal Linfoma di Burkitt.

“Solomon ha accettato subito, ne è entusiasta, e noi con lui” dice Andriani, evidenziando che come i teenager dei 3C club, anche lui è un bambino che ora aiuta altri coetanei: “aveva 7 anni quando gli è stata diagnosticato il cancro- dice la responsabile- e lo ha sconfitto anche grazie al progetto Able+ che offre cure e supporto psicologico gratuiti”, un progetto che Afron realizza dal 2018 in collaborazione con l’ospedale St. Mary’s Lacor, nel nord dell’Uganda, e con i partner Fondazione Soleterre e Alcli ‘Giorgio e Silvia’. “L’idea di questo progetto ci è venuta dopo aver perso il piccolo Isaac, scomparso quattro anni fa a causa di un osteosarcoma” ricorda Andriani, che prosegue: “Avevamo aiutato Isaac con le cure, e il tumore era regredito. I familiari però non hanno più portato il bambino alle visite di controllo, e così la recidiva non è stata individuata e curata in tempo”. Una tragica esperienza che ha acceso i riflettori sull’impreparazione delle famiglie sul concetto di “follow-up”: “Le cure non bastano- continua la presidente e fondatrice di Afron- bisogna far capire che è essenziale proseguire i controlli anche a distanza di anni dalla guarigione”.

Pur di garantire questo diritto, la onlus finanzia i viaggi dei medici direttamente a casa dei pazienti nei villaggi remoti, per sopperire all’impossibilità di certe famiglie di sostenere i costi del trasporto verso gli ospedali.
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