Aria di cambiamenti per il calendario fiscale 2019. Una serie di emendamenti, che riprendono alcune norme già passate alla Camera nella proposta sulla semplificazione fiscale, si propone di rivedere alcune clausole del decreto crescita. Fra questi emerge lo slittamento, con effetto immediato, del termine ultimo per l’invio telematico della dichiarazione dei redditi e di quella Irap dal 30 settembre al 30 novembre. Già da quest’anno, quindi, sia le persone fisiche che le società potrebbero avere due mesi in più per trasmettere online le proprie dichiarazioni fiscali all’amministrazione finanziaria. In realtà, per il 2019, il tempo concesso potrebbe essere ulteriormente maggiore, dal momento che la nuova scadenza cadrebbe di sabato e verrebbe quindi automaticamente spostata a lunedì 2 dicembre. Lo stesso principio, se l’emendamento dovesse essere approvato, sarà valido anche per il termine della dichiarazione Imu-Tasi, spostato dal 30 giugno al 31 dicembre. In questo caso sarebbero addirittura sei i mesi in più concessi per i contribuenti interessati. Anche questo provvedimento avrà effetto immediato per cui, in caso dell’approvazione in sede di Parlamento, non si dovrà attendere il 2020. Le modifiche al calendario arrivano proprio mentre i sindacati dei commercialisti chiedono la proroga della scadenza dei versamenti al 1° luglio. Al momento manca ancora il software per calcolare le imposte dovute tramite gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa): per questo le associazioni dei commercialisti hanno contestato che “i ritardi e le incertezze nella definizione delle regole e norme relative agli Isa rappresentano una violazione dei diritti dei contribuenti”, in quanto la scadenza per il pagamento delle tasse è fra soli 51 giorni. Lo Statuto del contribuente ne prevederebbe 60 per l’introduzione di un nuovo adempimento, motivo per cui i sindacati esigono un rinvio, in modo da “non arrivare sul filo di lana con provvedimenti di differimento dei termini”.Effettivamente, la posticipazione del termine per la dichiarazione dei redditi potrebbe aiutare l’amministrazione finanziaria che sta appunto rivedendo la caratterizzazione dei nuovi Isa, chiamati anche come pagelle fiscali. Tempi più lunghi andrebbero a beneficiare anche le dichiarazioni dei dati contabili ed extracontabili. Invece, è ancora attesa per quanto riguarda i meccanismi di precompilazione, rientranti allo stesso modo nel disegno di legge sulle semplificazioni e in un altro emendamento al decreto crescita: questi sistemi, tuttavia, non entrerebbero in ogni caso in vigore prima del 2020.Un’altra novità connessa ai termini del calendario fiscale sarebbe l’emendamento sul ravvedimento (valido anche per casi di contributi di imposta parziali): in questo modo ci sarebbero più possibilità di autocorrezione. Infine, riguardo ai controlli documentali, potrebbe entrare subito in vigore anche la norma che impedisce all’amministrazione finanziaria di richiedere dati di cui dovrebbe già disporre al fine degli accertamenti. Come spiega il Sole 24 Ore, è tutta la maggioranza a volere un’approvazione immediata delle norme sulle semplificazioni fiscali nel decreto crescita. Gli emendamenti presentati, che portano la prima firma del presidente della commissione Finanza alla Camera, la deputata del Movimento Cinque Stelle Carla Ruocco, e del vicepresidente leghista della stessa commissione, Alberto Gusmeroli, saranno esaminati a partire dal prossimo 29 maggio, qualche giorno dopo il voto per le elezioni europee.

FONTEFanpage.it
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