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ROMA – Stanche e provate, ma finalmente al sicuro. Il lungo viaggio tra paura e speranza delle prime atlete della nazionale di nuoto sincronizzato dell’Ucraina, in fuga dal Paese devastato dalla guerra, si è concluso quando il pullman con le bandiere italiana e ucraina ha varcato i cancelli del Centro della Federazione Italiana Nuoto a Ostia, sul litorale di Roma. Le atlete sono scese e hanno immediatamente trovato l’abbraccio non solo dei vertici federali, con il presidente Paolo Barelli, e delle istituzioni, con la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, ma anche degli atleti italiani, avversari in vasca ma oggi più amici che mai nell’accoglierle tra loro, regalando sorrisi e mimose per la Festa della Donna.

Per tutte – nonostante i volti stravolti dalla fatica – il sollievo dell’arrivo in un posto sicuro e lontano dagli orrori dei bombardamenti, ma anche l’apprensione e i timori per le famiglie rimaste in Ucraina, seppure “in un posto sicuro”. Nessuna di loro è riuscita a trattenere le lacrime alle domande su cosa sarà del loro futuro e di come riusciranno a trovare la forza per allenarsi nonostante tutto. “Dobbiamo farlo per il nostro popolo, per difendere l’Ucraina. Vogliamo che la Russia smetta di bombardare le nostre città”, ha detto per tutte l’allenatrice, Oleisia Zaitseva, con gli occhi gonfi di pianto.

Partito in pullman nella serata di ieri da Budapest, questo primo gruppo è composto da dieci atlete e due tecnici che hanno superato il confine di Beregsurány e raggiunto la capitale ungherese nella notte precedente. Si tratta di otto atlete partite da Leopoli – la campionesse del mondo e d’Europa Veronika Hryshko, la campionessa d’Europa Olesia Derevianchenko, le medagliate agli europei giovanili Anhelina Ovchynnikova, Anastasiia Soldatenkova, Valeriya Tyshchenko (17 anni) e Anastasiia Shmonina (16 anni) e le campionesse nazionali Amelia Volynska (16 anni) e Daria Moshynska (14 anni) – coi tecnici Zaitseva e Kseniia Tytarenko, e delle gemelle Maryna e Vladyslava Aleksiiva, bronzo olimpico, campionesse del mondo e d’Europa, che si sono aggregate da Chernivtsi.

BARELLI: “RICEVIAMO CONTINUE RICHIESTE, FACCIAMO IL POSSIBILE”

A dirigere le operazioni, il presidente della Fin Barelli, anche numero uno del gruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati. “Il contatto con la Federazione ucraina è stato rapidissimo, poi hanno lavorato i tecnici con la vicepresidente della Federazione ucraina. Non abbiamo notizie di due atlete, mentre altre cinque sappiamo dove sono ma non sono partite, speriamo solo per problemi di connessione. Noi abbiamo prelevato le altre al confine tra Ungheria e Ucraina”.

Barelli ha aggiunto: “Riceviamo richieste da parte di altri atleti, anche di altre federazioni sportive, praticamente ogni ora. Noi cerchiamo di fare tutto il possibile. Presto si aggiungeranno a queste atlete tre nuotatori: sono minorenni che possono lasciare l’Ucraina, per gli altri c’è il divieto di lasciare il Paese perché sono arruolabili nell’esercito”.

Per motivi di sicurezza non è stato possibile aspettare l’arrivo delle altre atlete e delle allenatrici che dovrebbero però raggiungere oggi il confine. Anche per loro sarà organizzato il trasferimento con i mezzi della Fin per arrivare direttamente al centro federale di Ostia e raggiungere il resto della squadra. Si tratta delle atlete Marta Fiedina (che oltre ad essere protagonista nelle prove a squadra, di libero combinato e di highlights, è bronzo olimpico nel duo e mondiale nel programma tecnico e libero, nonché campionessa europea nel singolo tecnico e argento nel duo libero e tecnico) e Sofiia Matsiievska (17 anni) e del tecnico Yevheniia Lykhman, partite da Charkiv; dell’allenatrice Valeriia Mezhenina, in compagnia di altre due atlete, che stanno passando per Alexandria, e di Sofiia Spasybo (15 anni) in fuga coi genitori, che dovrebbe ricongiungersi al confine nelle prossime ore.

IL PIANTO DELL’ALLENATRICE: “RUSSIA SMETTA DI DISTRUGGERE NOSTRE CITTÀ”

A chi chiede loro come potranno in futuro pensare allo sport e ad allenarsi, l’allenatrice Oleisia Zaitseva risponde: “Dobbiamo farlo per le nostre famiglie, per il nostro popolo e per difendere l’Ucraina. Vogliamo soltanto che la Russia abbandoni il nostro Paese e smetta di distruggere le nostre città”, ha aggiunto tra le lacrime.

Dopo il pranzo con i colleghi e i rappresentanti della Federnuoto azzurra, per le atlete ucraine è previsto il riposo dal lungo viaggio che le ha portate fin qui. Dormiranno e alloggeranno nella foresteria del Centro Federale insieme agli azzurri e condivideranno con loro allenamenti e vita quotidiana. In attesa di ricongiungersi con il resto del gruppo e sperando di poter tornare presto nel loro Paese.

VEZZALI: “COORDINAMENTO DELLO SPORT ITALIANO PER ACCOGLIENZA ATLETI UCRAINI”

“Oggi è una giornata all’insegna della solidarietà e dell’accoglienza. Il mondo dello sport ha raccolto prontamente l’appello lanciato dall’Unione europea e dal premier Mario Draghi: ora dobbiamo dare il massimo supporto alle atlete che stanno giungendo qui al Centro federale di Ostia e poter garantire loro di un po’ di serenità e di potersi allenare nelle migliori condizioni con i tecnici e i medici federali”. Lo ha detto la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, nell’accogliere le atlete di nuoto sincronizzato della nazionale ucraina.

“Sono davvero felice di questa iniziativa intrapresa dal presidente federale Paolo Barelli – ha aggiunto Vezzali – Sono in contatto con altri organismi sportivi nazionali per iniziative di questo genere, c’è la massima apertura e condivisione per poter ospitare le atlete ucraine che potranno giungere nel nostro territorio. Questa è la dimostrazione che l’Italia c’è e l’Italia vuole accogliere a braccia aperte tutte quelle atlete ucraine che stanno vivendo un momento di difficoltà. Oggi tra l’altro è un giorno molto importante perché è la festa della donna: una donna che lotta per se stessa, lotta anche per tutte le altre. È un bellissimo messaggio quello di non mollare mai e di andare avanti e di poter essere un simbolo anche per il proprio Paese”.

Nei prossimi giorni, per accogliere gli atleti in fuga dalla guerra in Ucraina “ci sarà un coordinamento, come sta già avvenendo. Le varie Federazioni sono in stretto contatto con me e mi tengono aggiornata di tutte le situazioni che si stanno profilando e di tutte le richieste che stanno arrivando. Sono in stretto contatto anche con il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, che si trova a Pechino e che ogni giorno mi dà un resoconto di quanto succede là. C’è la massima condivisione del mondo sportivo italiano, unito e coeso come gli altri settori, per raggiungere l’obiettivo dell’accoglienza e della pace”, ha concluso Vezzali.

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