La rettifica del 730 salva il ravvedimento operoso in materia di visto di conformità infedele sul 730, la presentazione di una dichiarazione rettificativa permette al Caf o al professionista abilitato che ha prestato assistenza fiscale di ricorrere al ravvedimento operoso ai fini del pagamento della sanzione del 30%. A confermarlo è stata l’Agenzia delle entrate con la circolare 12/2019, anche sulla base delle indicazioni normative contenute nell’art. 39 del digs 241/1997, oggetto di modifica da parte del di 4/2019. D decreto citato, con effetti a partire dall’assistenza fiscale 2019, ha riscritto il quadro sanzionatorio a carico di Caf e professionisti abilitati in caso di apposizione di un visto di conformità infedele sul modello 730, limitando la loro responsabilità al pagamento della sola sanzione del 30% della maggiore imposta contestata, sempreché il visto infedele non sia stato indotto dalla condotta dolosa o gravemente colposa del contribuente. Quest’ultimo, è ora chiamato a pagare la maggiore imposta e i relativi interessi evidenziati in esito di controllo formale 36-ter, somme finora in capo al professionista. Come chiarito nella circolare n. 12/2019, anche dopo l’intervento del di 4/2019, laddove non sia già stata contestata l’infedeltà di visto, colui che ha prestato assistenza fiscale, può trasmettere una dichiarazione rettificativa del contribuente o se il contribuente non intende presentare la dichiarazione, una comunicazione dei dati relativi alla rettifica, versando la sanzione del 30% ricorrendo al ravvedimento operoso. Con riguardo all’assistenza fiscale prestata fino al 2018, in caso di presentazione di una dichiarazione rettificativa, con pagamento di una somma pari alla sanzione da parte del Caf/professionista e consegna del’F24 al contribuente per il pagamento di imposta e interessi, l’omesso o carente versamento di imposta e interessi deve essere attribuito al contribuente. Per i 730 vistati a partire dal 2019, al di là della presentazione della dichiarazione rettificativa, la responsabilità del professionista è sempre limitata al pagamento della sola sanzione. Resta ferma la riduzione della sanzione a 2/3 nel caso l’infedeltà del visto sia sanata entro 60 giorni dalla sua contestazione.

FONTEItaliaOggi
CONDIVIDI