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“In questo momento, riteniamo di dover fare la nostra parte. Ci sono tanti lavoratori onesti in difficoltà, anche giovani, e questa Pdl può essere molto utile”. Lo ha detto Debora Serracchiani presentando la proposta di legge del Pd (1823) finalizzata a superare l’interpretazione, giudizialmente sostenuta dall’Inps, sulle disposizioni in materia di obblighi contributivi dei liberi professionisti iscritti ad Albi dotati di casse previdenziali di categoria.

“La Pdl nasce dalla determinazione con cui i diretti interessati hanno chiesto attenzione al Parlamento. Noi abbiamo accompagnato una esigenza di cui siamo convinti -ha sottolineato la presidente dei deputati del Pd-. Noi continueremo a spingere con determinazione, speriamo di riuscire a convincere il Mef della bontà dell’iniziativa, cosa che stiamo facendo in modo forte”.

“L’operazione ‘Poseidone’ dell’Inps sta creando problemi a categorie come gli ingegneri, gli architetti, gli avvocati e altre ancora, che hanno una cassa previdenziale e per le qual l’Inps chiede una diversa tassazione, con grosse difficoltà per i ricongiungimenti delle voci contributive e la tutela previdenziale”, ha spiegato Antonio Viscomi, capogruppo del Pd in commissione Lavoro della Camera.

“La nostra Pdl propone una interpretazione autentica della legge volta a chiarire che chi è associato a una cassa previdenziale i problemi se li risolve con la propria cassa -ha aggiunto Viscomi-. Potrebbe sembrare un problema di calcolo, ma riteniamo sia un problema più radicale sul ruolo autonomo della previdenza privata nell’ordinamento”.

Sulla questione il tribunale di Rieti ha chiesto l’intervento della Consulta per verificare la legittimità costituzionale: “Peroreremo la questione davanti alla Corte costituzionale con ogni energia, con la speranza che seguendo un argomento logico crei un ‘vacuum legis’ che poi va colmato e allora la Pdl sarà una esigenza istituzionale”, ha spiegato Chiara Mestichelli, la legale patrocinante in giudizio.

“Si tratta di una vicenda pesantissima, un macigno che grava sulle nostre teste -ha spiegato l’ngegner Agostino Lertora, vice presidente Inaredis-. Tutti abbiamo ridotto il lavoro, siamo tutti mezzi rovinati. L’operazione Poseidon ha fatto un gran male, molti hanno lasciato il lavoro, non hanno messo al mondo figli sentendo sulla loro testa questo pesante macigno. La nostra è una lotta di civiltà”.