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ROMA – È sardo il miglior sarto d’Italia. Il cagliaritano Gianfranco Orrù si è aggiudicato il prestigioso “Trofeo Arbiter”, l’Oscar per la sartoria che ogni anno premia l’eccellenza della moda artigiana maschile e celebra il talento dei sarti italiani, assegnato dopo la due giorni “Milano su misura”. La storia professionale del sarto cagliaritano comincia a 14 anni quando, dopo le mattinate a scuola, inizia a frequentare una sartoria e a osservare quello che diverrà il suo maestro nel prendere le misure ai clienti, tagliare i tessuti e cucire gli orli. Decide poi di iscriversi all’Istituto nautico, ma, per una serie di combinazioni e casualità, non riesce a formalizzare l’ammissione situazione che lo porta, per cinque anni, a fare l’apprendista in sartoria e a frequentare numerose scuole di taglio. Da quel momento comincia la sua carriera di sarto su misura nel laboratorio di via Dante a Cagliari e, soprattutto in giro per il mondo, a presentare gli abiti, a prendere misure ai clienti e a dirigere importanti laboratori sartoriali. Nel 1998 vince “Le forbici d’oro”, ambitissimo premio che da oltre 70 anni premia i giovani sarti italiani. Nel 2015 riceve una proposta dall’Iran per dirigere una importante catena di produzione di abiti sartoriali su misura, con 23 punti vendita. Una esperienza, umana e professionale, che durerà tre anni e che lo porterà a fare spola tra Teheran e Cagliari. Conclusa l’esperienza in Medio Oriente, inizia la collaborazione con Zegna, lo storico marchio piemontese fondato nel 1910. Successivamente avvia in Turchia una esperienza con azienda sartoriale, che per un anno lo porta, in qualità di modellista, a lavorare per un rinomato marchio locale.

“Quello della moda in Sardegna è un settore di grande eccellenza e tradizione, fatto di una vasta rete di piccoli artigiani, che dal disegno al taglio realizzano capi e oggetti unici- spiega Orrù-. La sartoria artigianale nonostante, o forse grazie alla crisi, è un settore ancora vivace e il sarto-sarta è una professione ‘a tutto tondo'”. Il vero problema della professione sartoriale “è la scarsa capacità di tramandare questa arte ai giovani- aggiunge il sarto-. Un problema che potrebbe essere risolto programmando la formazione, i corsi e gli stage fin dalla scuola secondaria, perché la manualità e la sensibilità per la lavorazione dei tessuti deve avvenire il prima possibile. La ricetta vincente è dunque presentarsi sul mercato con creatività e qualità. Lo spazio c’è”.

Ancora una volta gli artigiani sardi “sono nel gotha del fashion design nazionale e internazionale e di questo siamo molto orgogliosi- commenta Fabio Mereu, presidente di Confartigianato Sud Sardegna- perché queste piccole, ma preziosissime realtà, sono la prova del fatto che anche in Sardegna si può lavorare bene, realizzando produzioni che non temono la concorrenza. E, lo diciamo con orgoglio, i nostri artigiani della moda non sono secondi a nessuno”.

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