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Cantiere aperto, in commissione Lavoro alla Camera, sulle iniziative normative che riguardano i liberi professionisti iscritti agli Enti previdenziali e il (contestato) doppio «carico» contributivo, che coinvolge l’Inps; ieri pomeriggio, infatti, è stato deciso l’abbinamento fra le proposte di legge dei deputati del Pd Debora Serracchiani ed Antonio Viscomi (1823) e del Gruppo Misto ex M5s Jessica Costanze (3426) con il testo di un’altra parlamentare democratica, Chiara Gribaudo (3076). Il primo provvedimento, tuttavia, ha uno stato di avanzamento maggiore (essendo stato depositato nel maggio del 2019 ed incardinato nel luglio del 2020) dunque, in virtù del diverso livello di «maturazione», rispetto alle altre due iniziative, potrebbe avere un percorso più agevole; l’intento del progetto di legge, a 12 anni dall’avvio dell’operazione di accertamento dei crediti contributivi denominata «Poseidone», è fare in modo che i professionisti appartenenti a categorie dotate di proprie Casse di previdenza non possano esser associati alla Gestione separata dell’Inps, dalla data dell’entrata in vigore della legge 335/1995 (che stabilisce che dal 1° gennaio 1996 il soggetto che produce reddito da lavoro autonomo, e che non è tenuto al versamento presso altra Cassa professionale obbligatoria, è tenuto a iscriversi all’Istituto pubblico, «ai fini dell’estensione dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti»). Viscomi, che ne è anche relatore, preannuncia a ItaliaOggi la volontà di svolgere un ciclo di audizioni «snello», per procedere in maniera spedita verso il voto dell’Aula, mentre Gribaudo (promotrice di un testo che mira a evitare ai farmacisti dipendenti di effettuare versamenti all’Ente di categoria, FEnpaf), è intenzionata a «rimettere in discussione la materia della doppia contribuzione» previdenziale, «partendo dal caso specifico di una Cassa per affrontare altre problematicità» del comparto.