Analisi del rischio fiscale per tutti i contribuenti, non solo per quelli già oggetto di accertamento. Questo perché “non esiste, infatti, alcuna prescrizione che limiti il trattamento dei dati ai contribuenti già oggetto di controllo”. A segnare la linea di confine tra privacy e indagini tributarie è la risposta del sottosegretario al Ministero economia e finanze, Federico Freni, al question time in commissione Finanze alla camera del 20 aprile 2022. Il rapporto tra interesse pubblico alla riscossione delle imposte e riservatezza dei cittadini è, dunque, sempre al centro del dibattito parlamentare, considerato che non è possibile trovare un bilanciamento condiviso.La risposta del sottosegretario, al di là delle posizioni di principio, illustra le strategie della lotta all’evasione fiscale messe in campo dall’amministrazione finanziaria, che vuole utilizzare tutte le potenzialità di incrocio di dati provenienti da fonti pubbliche e interne all’amministrazione. Ciò pone problemi di privacy, rispetto ai quali le risposte dell’amministrazione si sviluppano innanzi tutto su un piano tecnico e cioè, come ha affermato il sottosegretario Freni, attraverso la pseudonomizzazione dei dati all’inizio del monitoraggio. Questo, però, senza rinunciare a incrociare le banche dati e a elaborare le informazioni di tutti i contribuenti e non solo di quelli già sottoposti a un accertamento. Certo, assicura Freni, l’incrocio di dati deve avvenire nel rispetto della disciplina sulla privacy, ma, continua il sottosegretario, non esisto alcuna prescrizione del Garante della privacy che limiti il trattamento dei dati ai contribuenti già oggetto di controllo.Peraltro Mef e Garante sono coinvolti nella stesura del provvedimento delle Entrate attuativo dell’ari. 1, comma 683, della legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2020), con il quale devono essere individuate le limitazioni e le modalità di esercizio dei diritti previsti dalla normativa sulla tutela dei dati personali per lo svolgimento dell’attività di analisi del rischio fiscale. Il comma 682 dell’articolo citato consente interconnessioni e elaborazioni dei dati dell’archivio dei rapporti finanziari con altre banche dati: la bozza del decreto, informa il sottosegretario, è stata esaminata dal Garante, che però ha formulato alcune osservazioni.