Il parere di Renzo Tondo. “E’ evidente che bisogna attivarsi ma non darei giudizio tranchant negativo su quanto fatto finora. Se mediamente si è intervenuti ogni due anni sulle pensioni una ragione ci sarà. Negli ultimi venti anni abbiamo assistito a tanti cambiamenti del mercato del lavoro, con lavori sempre più poveri e precari. Con numerose interruzioni nei versamenti sempre più bassi. Le nuove generazioni hanno continuità lavorativa sempre minore. Per questo il primo intervento va fatto sulla riduzione del costo del lavoro. Stiamo attenti a parlare di una riforma generale che rischierebbe di creare più ingiustizie di quante se ne vogliono risolvere. La Pensione di cittadinanza sarebbe un errore. Dobbiamo arrivare alla separazione tra previdenza e assistenza, che è alla base del caos legislativo procurato sommando provvedimenti di natura diversa.  Se continuiamo a mischiarli non ne usciamo più. Non dobbiamo produrre norme senza avere chiari gli obiettivi. Dobbiamo pensare prima a chi produce lavoro e poi al sistema pensionistico. Creare posti di lavoro è l’obiettivo”