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A pochi mesi dalla scadenza di ‘Quota 102’ il tema della riforma delle pensioni torna a tenere banco tra le diverse forze politiche. Con lo spettro sempre più realistico del ritorno alla legge Fornero, maggioranza e opposizione si confrontano aspramente sui criteri da adottare per arrivare a una riforma che tenga conto dei profondi cambiamenti registrati nel mondo del lavoro negli ultimi venti anni. Questi i temi affrontati nel corso del webinar “Il miraggio della pensione, un riordino è d’obbligo fra le mille opzioni di un sistema caotico” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Alessandro Amitrano (deputato del M5s e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati), Dario Damiani (senatore di Forza Italia e componente della Commissione di controllo sulle attività degli enti gestori della previdenza), Rosa Menga (deputata di Europa Verde in Commissione Lavoro a Montecitorio) e Renzo Tondo (parlamentare di Noi con l’Italia in Commissione bicamerale di controllo sulle attività degli enti previdenziali). 

Il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Pasqua Borracci (commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bari): “La discontinuità lavorativa progressiva determina ritardi sempre più pesanti per l’accesso a una pensione dignitosa. Senza impieghi stabili parliamo di un traguardo quasi impossibile. A fine anno scadrà Quota 102 e, in assenza di riforme, si tornerà alla legge Fornero. E’ evidente che bisogna procedere speditamente verso soluzioni che vadano nella direzione di una maggiore equità sociale, tenendo ben presenti le esigenze di cassa dello Stato”. 

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni (consigliere d’amministrazione della Cnpr): “Il tema della riforma delle pensioni è tradizionalmente caratterizzato da un’obiettiva complessità.  Una sciarada tra quota 102, opzione donna, finestre di uscita, lavori usuranti, aspetti retributivi e contributivi, che ne fanno un ginepraio. Bisogna evitare che il pensionamento si trasformi in una sciarada da Settimana enigmistica. Le riforme da Dini a Fornero hanno pensato alla sostenibilità del sistema. Ma a quale prezzo? Da un lato serve semplificare, ma d’altra parte occorre preservare le prestazioni possibili evitando che diventino un peso insostenibile per la società. Le pensioni sono una componente importante in un Paese con un’età media elevata come il nostro. Sono anche influenzate in parte dal tema del lavoro. Il lavoro si incentiva con lo sviluppo non con le leggi. Pensare a ulteriori norme non è la soluzione. Piuttosto bisogna pensare a misure di sviluppo per incentivare l’occupazione”.