Paolo Gentiloni

Lo stop all’aumento dell’Iva, che altrimenti sarebbe scattato a gennaio. E poco più, con qualche misura mirata sul lavoro per i giovani e sulla povertà ma senza tanti capitoli di cui pure si era parlato, come il veto sulle bollette a 28 giorni o gli interventi per il terremoto. «Abbiamo una manovra snella, utile perla nostra economia», dice il premier Paolo Gentiloni, dopo il via libera al disegno di legge di Bilancio arrivato ieri mattina dal Consiglio dei ministri. «Mesi fa — afferma ancora Gentiloni — si parlava di lacrime e sangue» ma 41 nostro primo obiettivo era quello di evitare aumenti dell’Iva e l’introduzione di nuove tasse, gabelle e accise. Obiettivo che è stato raggiunto». Tre quarti della manovra, oltre 15 miliardi su 20, sono destinati proprio al rinvio, di un anno, per l’aumento dell’Iva. Non resta molto per gli altri interventi. Anche se per lo sconto sui contributi per la aziende che assumono giovani, l’età massima è stata portata da 29 a 35 anni e c’è un nuovo bonus fiscale per chi crea spazi verdi urbani: detrazione del 369 per terrazzi e giardini, anche condominiali. Confermati, con qualche modifica, sempre per le imprese, super e iper ammortamento. Mentre per le assunzioni nel pubblico impiego il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, sostenuto dal responsabile del Viminale, Marco Minniti, aveva chiesto di fare di più, trovando però le resistenze di Luca Lotti e Claudio De Vincenti. «E una manovra che porta più crescita e un consolidamento della finanza pubblica», aggiunge il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, definendo «linfa vitale» l’assunzione di 1.500 ricercatori universitari. Proprio sull’università era stato Mdp, il partito nato dalla scissione del Pd, a chiedere un segnale. Mancaperk) la prima richiesta del partito, e cioè la cancellazione del superticket, il supplemento di io euro che si paga in molte regioni per le visite mediche specialistiche. «Leggeremo con attenzione il testo della manovra ma la fiducia posta sulla legge elettorale è un punto di non ritorno» dice il coordinatore di Mdp Roberto Speranza. Ci sono attriti anche sulle pensioni. Nella manovra non si parla dell’innalzamento dell’età a 67 anni che dovrebbe scattare nel 2019. Nessun impegno è stato preso dal governo nemmeno nell’incontro con i sindacati che ha preceduto la riunione a Palazzo Chigi. Anche se è ancora in ballo l’ipotesi di rinviare ogni decisione alla primavera, magari con un emendamento alla manovra da presentare in Parlamento. «C’è preoccupazione per le mancate risposte del governo sulla previdenza» dice Susanna Camusso per la Cgil. Sebbene con tono diverso, anche Annamaria Furlan (Cisl) dice di aspettarsi «risposte coerenti».