La proposta di Emanuela Corda.

“Si devono inasprire le pene e fare più controlli nei cantieri, oltre a introdurre nel codice penale l’aggravante di infortunio mortale sul lavoro. Ciò stimolerebbe qualcuno a non risparmiare sulla sicurezza dei propri operai. Si parla sempre di sicurezza sul lavoro ma purtroppo in Italia non si fa mai nulla di concreto. Se ne parla solo al momento della tragedia e finiscono tristemente nel dimenticatoio. Questo è inaccettabile. Si cerca di fare provvedimenti tampone ma la situazione resta seria e i lavoratori patiscono il fatto che nei luoghi di lavoro la sicurezza scarseggi. Con la pandemia la situazione si è aggravata. Dopo tanti mesi senza lavorare e senza introiti, nel momento in cui c’è stata la ripresa, si è registrata la corsa a recuperare e questo ha portato a far rischiare la vita a tantissime persone. Anche la misura eccellente come il 110 per cento che ha portato linfa vitale al settore dell’edilizia purtroppo si è trascinata dietro le morti sul lavoro. C’è inoltre tantissimo lavoro nero, c’è chi accetta di lavorare per quattro soldi e senza nessun tipo di controlli”.