Via libera alla riapertura della rottamazione ter, con istanza da presentarsi entro la fine di luglio. Le istanze già trasmesse nei termini di legge (30 aprile 2019) non possono invece essere rimesse in discussione e pertanto non sono modificate neppure le relative scadenze di pagamento. La riapertura non vale inoltre per i carichi aventi ad oggetto le risorse Uè e l’Iva all’importazione. Il nuovo calendario, contenuto nell’articolo i6-bis inserito dalla legge di conversione del decreto crescita (Di 34/2019), prevede che l’agente della riscossione liquidi le istanze dei debitori entro il 31 ottobre 2019. La prima o unica rata invece scade alla fine di novembre. Le sedici rate successive scadono nei medesimi termini della rottamazione ter originaria (nei mesi di febbraio, maggio, luglio e novembre degli anni 2020-23). Le regole di riferimento sono quelle dell’articolo 3 del Di 119/2018. I carichi ammessi alla definizione, pertanto, restano quelli affidati all’agente della riscossione entro il 31 dicembre 2017.1 vantaggi della sanatoria sono rappresentati dall’azzeramento delle sanzioni e degli interessi dimora. Dal totale dovuto si scomputano solo gli importi versati a titolo di tributi e interessi di mora, non anche le somme pagate per sanzioni e interessi da dilazione. Possono beneficiare della nuova opportunità anche i soggetti che fossero decaduti dalla prima rottamazione (articolo 6 del Di 193/16) o dalla rottamazione bis (articolo i del Di 148/2017). Porte aperte anche a chi avesse trasmesso in ritardo la domanda della edizione ter della sanatoria, cioè, oltre il 30 aprile 2019. In tale eventualità, agenzia delle Entrate-Riscossione ha precisato che non sarà necessario ripresentare la domanda ma sarà presa in carico quella già inoltrata. Le domande di rottamazione ter presentate nei termini restano acquisite agli atti dell’Ader e non sono dunque interessate dalla nuova disciplina. La riapertura non vale peri carichi relativi alle risorse Ue e all’Iva all’importazione. La domanda deve essere trasmessa entro la fine luglio e dentro la medesima data la stessa può essere integrata oppure revocata. Una volta inoltrata la domanda, si determinano subito degli effetti favorevoli per il debitore. In particolare: O sono sospese le rate di dilazioni pregresse che scadono fino al 30 novembre 2019. A quest’ultima data, peraltro, la dilazione è sempre e comunque revocata ope legis; non possono essere intraprese nuove azioni esecutive e quelle in corso, di regola, non possono proseguire; Oil debitore è considerato non Si potrà versare fino a 17 rate in cinque anni: la prima del 20% entro il 30 novembre moroso tanto nei riguardi delle Entrate che dell’Inps. Il pagamento delle somme dovute può avvenire anche tramite compensazione con i crediti certificati per appalti e forniture vantati verso pubbliche amministrazioni. Non è invece ammessa la compensazione con crediti d’imposta tramite modello F24. La definizione si perfeziona con il pagamento inte presentate le istanze per il saldo e stralcio. Si applicano le stesse regole della normativa originaria. Si ricorda al riguardo che sono ammesse solo le persone fisiche limitatamente alle imposte dichiarate e non versate nonché ai contributi previdenziali non pagati, affidati all’Ader entro il 31 dicembre 2017. Ulteriore requisito di accesso è il valore Isee non superiore a 20mila euro o avere in corso la procedura di esdebitazione con liquidazione dei propri beni. In questo caso, vi è lo sconto anche sulla sorte capitale in misura crescente al diminuire dell’Isee.

FONTEIl Sole 24 Ore
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