(articolo aggiornato)

Slitta al 2020 l’applicazione obbligatoria delle regole tecniche antiriciclaggio per i commercialisti. Il nuovo “adempimento” la cui entrata in vigore era inizialmente prevista per martedì 23 luglio, slitta al 1° gennaio dell’anno prossimo. La decisione è stata presa dal Consiglio nazionale di categoria, e comunicata dal presidente Massimo Miani al direttore generale attraverso l’informativa 68/2019, perché la normativa antiriciclaggio, prevista dal Digs 231/2007 sta per essere aggiornata alla luce della V direttiva antiriciclaggio, la 2018/843. A pesare sulla scelta, si legge nell’informativa, anche la recente diffusione dell’analisi nazionale del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Un’analisi in cui «si da atto degli sforzi compiuti dagli ordini professionali per rispondere in modo adeguato alle esigenze di prevenzione del sistema insieme con un’accresciuta consapevolezza dei rischi cui sono esposti. Tuttavia, ad oggi, si conferma la valutazione dell’analisi del 2014 del sistema di prevenzione in termini di(…) vulnerabilità molto significative per la categoria dei dottori commercialisti e degli esperti contabili». A questo proposito il presidente Massimo Miani sottolinea come pesino molto le dimensioni dell’attività per l’applicazione delle regole antiriciclaggio, oltre il 75% degli studi sono micro e un terzo si avvale del solo lavoro del professionista. «Con questa proroga non significa che i commercialisti non debbano più applicare le regole antiriciclaggio, che sono operative dal 2007, anche se nell’arco degli anni sono state modificate – spiega Miani – significa solo che le procedure standard messe a punto dal Consiglio nazionale non si dovranno applicare obbligatoriamente». Le regole tecniche emanate dal Consiglio nazionale, in quanto organismo di autoregolamentazione, e avallate dal Comitato di sicurezza finanziaria – a cui dal 2007 è stata attribuita anche la competenza di contrasto al riciclaggio – sono state pubblicate il 23 gennaio 2019, l’entrata in vigore era stata prevista sei mesi dopo per consentire ai professionisti di prendere dimestichezza con la nuova regolamentazione anche attraverso corsi e-learning promossi dallo stesso Consiglio e documenti operativi. Materiale che, alla luce delle novità in arrivo, dovrà essere aggiornato e «integrato con ulteriori strumenti» come, ad esempio, schede operative. Le regole tecniche sono, in pratica, una tutela per il commercialista perché la loro puntuale applicazione può fare la differenza qualora ci si trovi a dover subire un procedimento sanzionatorio. Richiedono però del tempo per essere studiate e applicate, e in questo momento storico dove i commercialisti sono impegnati su diversi fronti, l’ultimo in ordine di tempo quello degli Isa (indicatori sintetici di affidabilità fiscale), avere un po’ più di tempo è sicuramente, per molti, una buona notizia.

FONTEIl Sole 24 Ore
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