giovani-commercialisti:-“innovazione-strategica-per-il-futuro-dei-professionisti”

I professionisti trainano la gestione separata dell’Inps. Sono stati pubblicati i dati dell’osservatorio dell’Inps sui lavoratori parasubordinati relativi al periodo dal 2015 all’intero 2020. Le informazioni riguardano due tipologie di contribuenti parasubordinati: i professionisti ed i collaboratori. Sono considerati professionisti coloro che esercitano per professione abituale, anche se in modo non esclusivo, un’attività di lavoro autonomo e versano in proprio i contributi previdenziali. «Si tratta della platea dei professionisti di cui alla legge n.4/2013» chiarisce il presidente nazionale Lapet Roberto Falcone. I collaboratori, invece, sono coloro che svolgono attività di collaborazione coordinata e continuativa ed il versamento dei relativi contributi previdenziali è assolto dai committenti entro il mese successivo a quello di pagamento del compenso. «Ebbene, proprio la crescita dei professionisti di cui alla legge n.4/2013 sostiene la gestione separata dell’Inps che altrimenti segnerebbe un deciso calo» commenta Falcone. Tanto è vero che i professionisti iscritti alla gestione separata sono aumentati del 29,6%, così bilanciando la riduzione dei collaboratori. Tuttavia nonostante il loro aumento e l’incremento delle aliquote contributive, le prestazioni dell’ente di previdenza per quanto riguarda le tutele assistenziali ed il sostegno al reddito dei professionisti restano insufficienti” ribadisce il presidente. Tanto è vero che proprio dalle pagine di questo giornale dell’11 giugno scorso, la Lapet ha lanciato l’allarme sul mancato decollo dell’indennità straordinaria di continuità reddituale ed operativa introdotta dalla legge di bilancio 2021, che avrebbe dovuto garantire la continuità reddituale dei lavoratori autonomi, che avessero subito una riduzione significativa dell’attività per effetto di eventi critici di carattere personale, sociale o economico. «L’adozione di forme efficaci di sostegno al reddito non è più differibile» insiste Falcone, anche perché i dati diffusi dall’osservatorio dimostrano che la lieve ripresa dei redditi dei professionisti registrata negli anni 2018 e 2019 è stata del tutto annullata dalla pesante riduzione subita nel 2020 a causa della pandemia e della conseguente crisi economica. Peraltro, aggiunge il presidente «il quadro attuale con una pandemia non del tutto superata, l’impatto della guerra sugli scambi commerciali e sull’inflazione e le turbolenze sui mercati finanziari, non consente di essere ottimisti sulla ripresa dei redditi dei professionisti». Ed ancora, la Lapet è al lavoro per ottenere un’estensione delle tutele in caso di malattia dei professionisti, che l’infelice formulazione della legge di bilancio ha riservato agli iscritti in albi. «Ci stiamo adoperando per correggere una clamorosa svista del legislatore, una norma aberrante, inaccettabile, che crea iniquità ed ingiustizia» rimarca Falcone ora anche alla luce dell’incremento del numero dei professionisti di cui alla legge n.4/2013 certificato dai recenti dati dell’osservatorio.