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ROMA – In Israele il governo mette all’ordine del giorno di domani la mozione per sciogliere la Knesset, il Parlamento monocamerale composto da 120 seggi, in quanto è andata perduta la maggioranza di governo. Come riporta The Times of Israel, lo scioglimento dell’Assemblea non dovrebbe avvenire prima di lunedì prossimo per una questione di tempi: la legge prevede che la dissoluzione del Parlamento debba passare attraverso tre votazioni plenarie e una revisione della commissione della Camera.

LA CADUTA DI BENNETT

Ad annunciare lo scioglimento della Knesset è stato ieri in conferenza stampa il primo ministro Naftali Bennett: spiegando di aver esaurito “le alternative per stabilizzare la maggioranza di governo”, ha quindi indicato il ministro degli Esteri ed ex giornalista Yair Lapid come prossimo premier, che guiderà un esecutivo ad interim verso le prossime elezioni, le quinte in tre anni, che dovranno svolgersi entro 90 giorni.

LE DIFFICOLTÀ DELLA COALIZIONE ANTI-NETANYAHU

La coalizione di maggioranza era composta da otto partiti molto eterogenei – dalla destra nazionalista al Partito arabo unito – che nel giugno dello scorso anno trovarono unità nella comune opposizione all’ex premier Benjamin Netanyahu. Col passare dei mesi però, hanno iniziato a palesarsi sempre più spesso dissapori e fratture che hanno portato all’uscita di alcuni parlamentari dalla coalizione di destra Yamina, mentre quelli del partito arabo hanno minacciato di farlo in protesta alle violenze che si sono registrare nel mese di Ramadan sulla spianata delle Moschee, a Gerusalemme.

Secondo la stampa internazionale, il colpo di grazia sarebbe giunto quando la scorsa settimana è stato bocciato il disegno di legge per estendere ai coloni israeliani nella Cisgiordania occupata il diritto civile israeliano. Tale legge è stata più volte prorogata a partire dagli anni Settanta, pertanto il fatto che molti abbiano votato contro è stato letto come un gesto di opposizione verso il governo Bennett.

IL RITORNO DI BIBI

L’ex premier Netanyahu ha salutato l’annuncio dichiarando che si tratta di “un’ottima notizia per i cittadini”, e garantito di essere pronto a tornare al potere: “Io e i miei alleati – ha dichiarato, stando a quanto riporta il quotidiano Haaretz – istituiremo un governo nazionalista guidato dal partito Likud. Un governo che si prenderà cura dei cittadini israeliani senza eccezioni, un governo che abbasserà le tasse e i prezzi” e che inoltre “restituirà orgoglio nazionale ai cittadini”.
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