sincronette-sviene-ai-mondiali,-il-medico:-“probabile-‘reset’-del-sistema-cardiovascolare”

ROMA – “Episodi di svenimento nelle ragazze giovani possono accadere e le cause sono differenti. Nella maggior parte dei casi, fortunatamente, si tratta di condizioni benigne ed è come se si avesse un ‘reset’ del sistema cardiovascolare, come un computer che si spegne e riavvia”. Così il dottor Giuseppe Di Gioia, cardiologo dell’Istituto di Medicina Sport e Salute – Coni, interpellato dalla Dire in merito alla sincronette statunitense Anita Alvarez, 25 anni, che al termine della prova del singolo libero nel sincronizzato, durante i Mondiali di nuoto in corso a Budapest, ha accusato un malore ed è svenuta rimanendo diversi secondi sott’acqua, prima che l’allenatrice degli Usa, la spagnola Andrea Fuentes, si tuffasse in acqua per soccorrerla e trasportarla a bordo vasca.

“Quando si ha un episodio di perdita di conoscenza istintivamente lo si associa ad una patologia grave e l’immagine della ragazza sott’acqua è stata sicuramente di forte impatto emotivo- prosegue Di Gioia- ma in questo caso non ci sono alterazioni strutturali sul cuore e probabilmente si tratta di una sindrome vagale (una tipologia di sincope)”. Gli episodi sincopali in una ragazza giovane possono accadere “per ‘X’ motivi, come caldo eccessivo, pressione bassa, un prelievo del sangue, uno spavento o durante il periodo mestruale; in questo caso si è però verificato durante l’attività sportiva, quindi durante uno sforzo fisico intenso- spiega l’esperto- motivo per cui, dopo le manovre per riportarla in uno stato di coscienza, sicuramente la ragazza dovrà essere sottoposta a degli accertamenti cardiologici per escludere determinate problematiche. Da quello che ho letto escluderei però un arresto cardiocircolatorio, così come avvenne per Christian Eriksen (il centrocampista dell’Inter e della Nazionale danese che un anno fa ebbe un arresto cardiaco durante il match di Euro 2020 contro la Finlandia, ndr)”.

Sono quindi “molteplici le cause che hanno lo stesso effetto finale- prosegue ancora il medico- possono essere aritmie cardiache, problematiche di pressione o alterazioni della struttura del cuore. La causa definitiva l’avremo soltanto successivamente. Di certo abbiamo visto la punta dell’imbuto, ovvero l’episodio sincopale, e la causa che può aver portato a questo episodio è solo l’inizio dell’imbuto”. Quando durante un’attività sportiva si verificano degli svenimenti, questi necessitano “sempre di un accertamento a 360 gradi- aggiunge il cardiologo del Coni- perché potrebbero indicare il fatto che il cuore non è stato in grado di gestire uno sforzo massimale, per cui io chiedo di più al cuore ma il cuore non mi dà quello di cui necessito per effettuare quel determinato sforzo. E’ per questo che si ha uno svenimento”.

Di Gioia sottolinea quindi l’importanza di un soccorso rapido: “In piscina chiaramente c’è anche l’aspetto di pericolosità legato all’annegamento- dice- quindi un intervento tempestivo è ancora più importante rispetto a quello che accade sulla terraferma; però la prima questione da capire è se lo svenimento è correlato ad un arresto cardiaco o soltanto ad una perdita di coscienza. E questo si fa tramite una valutazione dei parametri vitali attraverso la rilevazione del polso carotideo, quindi si mettono due dita sulla parte laterale del collo e si vede se il polso è presente: se lo è la persona non ha bisogno di una rianimazione cardiopolmonare, se invece c’è un arresto cardiaco vanno messe in atto tutte quelle manovre che sono state effettuate per esempio nel caso del calciatore Eriksen”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte Agenzia DIRE e l’indirizzo www.dire.it