La legge di conversione del decreto “sblocca-cantieri” (la 55/2019), dopo un lungo dibattito, ha definitivamente stabilito i limiti che . obbligano le Sri a nomina re l’organo di controllo o il revisore e che sono: • 4 milioni di attivo di stato patrimoniale; • 4 milioni di ricavi; • 10 dipendenti occupati in media durante l’esercizio. È sufficiente superarne solo uno per due esercizi consecutivi. La nomina si rende altresì obbligatoria per le società tenute alla redazione del bilancio consolidato e quelle che controllano società soggette alla revisione legale dei conti. Saranno le imprese a decidere se nominare un revisore ovvero un organo di controllo (monocratico o collegiale) cui obbligatoriamente dovrà comunque essere affidata la revisione legale, oppure entrambi. Per questioni meramente economiche è probabile che la scelta possa cadere sul solo revisore. Vediamone l’inquadramento giuridico e l’operatività. Fonti normative La revisione è soggetta al rispetto dei principi di revisione internazionali che rappresentano un importante supporto tecnico all’attività del revisore che, in base alla propria competenza professionale, determina, nel rispetto di detti principi, l’estensione e l’efficacia dei controlli di revisione. Nel nostro Paese, la materia è regolata dal decreto legislativo 39/2010 che appunto prevede che in Italia la revisione legale sia svolta in conformità ai principi di revisione internazionali adottati dalla Commissione europea in base alla direttiva 2006/43/CE, come modificata dalla direttiva 2014/56/CE. In attesa che i principi siano omologati e pubblicati sulla Gazzetta ufficiale europea, la revisione legale viene svolta in conformità ai principi di revisione elaborati da associazioni e ordini professionali congiuntamente al Mefe alla Consob. I principi di revisione in vigore in Italia prima del 2015, erano stati elaborati (rectius: tradotti) dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec) nel 2010 e raccomandati dalla Consob. Si tratta dei principi emessi dall’Ifac (International Federation of Accountants) e denominati Isa (International Standards of Auditing) versione Clarified 2009. GII standard italiani Successivamente, e cioè a partire dai bilanci relativi ai periodi amministrativi iniziati dal 1° gennaio 2015, sono stati adottati, con determina del Ragioniere generale dello Stato del 23 dicembre 2014 e successive integrazioni, i principi di revisione Isa Italia, i quali comprendono i principi di revisione internazionali (Isa) – versione Clarified 2009, dal n. 200 al n. 720, tradotti in lingua italiana dal Cndcec nel corso del 2010 con la collaborazione di Assirevi e Consob e successivamente integrati dagli stessi e dall’Inrl (Istituto nazionale revisione legale) con considerazioni specifiche finalizzate a supportarne l’applicazione, nell’ambito delle disposizioni normative e regolamentari dell’ordinamento italiano. Gli Isa Italia comprendono anche i principi di revisione predisposti al fine di adempiere a disposizioni normative e regolamentari dell’ordinamento italiano non previste dagli Isa Clarified ed aventi ad oggetto: • le verifiche periodiche in materia di regolare tenuta della contabilità sociale, previste dal principio di revisione (SA Italia) n. 2508; • l’espressione, nell’ambito della relazione di revisione, del giudizio sulla coerenza delle informazioni contenute nella relazione sulla gestione e di alcune informazioni della relazione sul governo societario e sugli assetti proprietari, di cui al principio di revisione (SA Italia) n. 7208 ; • l’istituzione e il mantenimento, da parte del revisore, di un sistema di controllo della qualità che ragionevolmente assicuri che il revisore e il suo personale rispettino i principi professionale e le disposizioni di legge(prindpiodi revisione Isqc Italiai). Val la pena sottolineare che già i principi in vigore fino a fine 2014 erano comunque ispirati ai principi e alla prassi internazionale e quindi non si discostavano dai principi Isa.

FONTEIl Sole 24 Ore
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