Imprese sotto attacco, imprese al collasso. Rischia ormai la banalità la rincorsa all’immagine più efficace per raccontare il pesante stillicidio cui, in una congiuntura gravissima accelerata dal rincaro energetico e delle materie prime, si trovano esposte le aziende italiane. “Sì, le imprese sono al collasso denuncia il presidente dell’associazione nazionale dei commercialisti, Marco Cuchel. Come altro definire l’accelerazione dell’attività di notifica degli avvisi da parte dell’Amministrazione finanziaria? Lo stanno facendo con un meccanismo organizzato in modo poco razionale e spesso destinato solo a congestionare il sistema, i contribuenti e i professionisti che li assistono, in questo periodo impegnati nello stilare le dichiarazioni dei redditi. Come servire efficacemente e per tempo i nostri clienti? Non siamo in alcun modo agevolati nell’avere accesso agli uffici dell’Agenzia delle Entrate, il cui funzionamento si dimostra ancora una volta del tutto inadeguato rispetto alle esigenze dell’utenza”. Il flusso di avvisi è un fiume in piena: “da quelli di pagamento emessi all’esito di controlli automatizzati alle cartelle esattoriali anni 2017-2018-2019, lettere di compliance che, in questi giorni bollenti non soltanto per il meteo, stanno giungendo ai cittadini e alle imprese. Lo Stato avrebbe dovuto assicurare una adeguata disponibilità a ricevere il flusso di pubblico presso gli uffici delle Agenzie delle Entrate, mentre invece la situazione sfiora il collasso”. Una manovra automatizzata, realizzata pescando anche nel mare dei crediti inesigibili, che si traduce in un’aggressione che non dà scampo: Tra gli avvisi che vengono notificati in questi giorni ci sono, come ci segnalano ogni giorno i nostri associati, quelli riguardanti la richiesta del saldo Irap 2019, nonostante il Decreto Rilancio abbia disposto la cancellazione di questo tributo. Non solo: non prevale un auspicabile criterio di urgenza, con una possibile gestione razionale della documentazione anche in funzione dell’eventuale rischio di prescrizione, evitando così l’emissione generalizzata e indiscriminata degli avvisi che contengono anche riferimenti alla materia del 2019″. Una tempesta tutta’altro che perfetta, denuncia l’ANC. Una grandinata che sfianca il comparto produttivo: “Da un lato dice Cuchel si notificano atti a giudizio dei quali emergerebbero tributi non pagati. Dall’altro, si impedisce nei fatti al contribuente e al professionista che lo assiste la possibilità di recarsi presso gli uffici per documentare opportunamente i pagamenti e le circostanze meritevoli di annullare gli atti nei termini”. L’innovazione, o meglio i brutti effetti di essa, al servizio di una persecuzione generalizzata delle imprese: “Non si può pensare di affidarsi esclusivamente ai canali informatici che non possono essere la soluzione di tutto: il canale Civis non consente di allegare documentazione e normalmente non va oltre l’abbinamento di pagamenti eseguiti, mentre nell’assoluta maggioranza dei casi rimanda agli inaccessibili uffici l’esame delle pratiche. Il canale Pec si rivela addirittura inutilizzabile, incapace di dare risposte, per il semplice fatto che non risulta opportunamente presidiato”. A questo punto la domanda sorge spontanea: avete avuto qualche risposta alla vostra richiesta di attivare canali di accesso dedicati ai commercialisti in una situazione delicata come questa? “No, finora nessuna risposta”.