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ROMA – Terremoto giudiziario nel Comune di Terracina. Cinque persone sono finite agli arresti domiciliari, tra le quali la sindaca Roberta Tintari e il presidente del Consiglio comunale Gianni Percoco, mentre in sette sono stati interdetti dai pubblici uffici. L’indagine è relativa al tema delle concessioni balneari e del demanio marittimo.

I REATI CONTESTATI

I reati, contestati a vario titolo, sono falso, turbata libertà negli appalti riguardanti l’affidamento in gestione di spiagge e servizi connessi alla balneazione, oltre a frodi, indebite percezioni di erogazioni pubbliche e rivelazioni del segreto d’ufficio. A eseguire le misure sono stati i Carabinieri e la Capitaneria di Porto.

LA LEGA CHIEDE IL RITORNO ALLE URNE

Il 14 gennaio in un’altra operazione era finito ai domiciliari il vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi. Immediate anche le reazioni del mondo politico. Tintari, eletta nelle liste di Fratelli d’Italia, ha vinto il ballottaggio del 4 e 5 ottobre 2020 contro Valentino Giuliani, sostenuto da Lega e Forza Italia. E oggi è proprio il Carroccio a intervenire sulla vicenda: “La comunità di Terracina torni al voto, affinché sia assicurata una guida amministrativa autorevole in questa fase delicata per la città e la società nel bel mezzo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, della crisi economica e della pandemia”, afferma Gianfranco Rufa, senatore e commissario provinciale della Lega di Latina, che aggiunge: “Nel pieno rispetto dei principi garantisti nei confronti degli arrestati e degli indagati, la Lega, forza di opposizione del governo Tintari, ritiene che Terracina non possa restare nell’immobilismo amministrativo”.

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