tg-politico-parlamentare,-edizione-del-20-luglio-2022

GOVERNO, DRAGHI SFIDA I PARTITI

Il premier Mario Draghi sfida i partiti. La sua giornata più lunga da quando è presidente del Consiglio è cominciata di buon mattino al Senato, quando in un discorso di mezz’ora ha chiesto alle forze politiche in modo franco e diretto se vogliono davvero mantenere in vita il governo, perchè non basta una fiducia di facciata: “Siamo qui perché l’hanno chiesto gli italiani. Siete pronti a ricostruire questo patto?”, ha detto il premier. Da una parte ha rivendicato i successi ottenuti fin qui grazie all’appoggio di questa maggioranza, dall’altra Draghi ha posto paletti chiari perché si possa proseguire insieme. Il consenso più ampio possibile del Parlamento, ha osservato, serve a maggior ragione per un “presidente del Consiglio che non si è mai presentato davanti agli elettori”. E l’unica strada per andare avanti “è ricostruire daccapo questo patto”. Draghi ha aperto alla riforma delle pensioni, ai miglioramenti al reddito di cittadinanza, a mantenere fermi gli obiettivi di transizione ecologica, alle modifiche al Superbonus. E poi, ha ribadito, non si può chiedere la sicurezza energetica per gli italiani e al tempo stesso “protestare” contro i rigassificatori, come sta succedendo a Piombino. Non si possono sostenere le riforme e poi dare ragione ai tassisti in piazza. Inoltre, bisogna continuare ad armare gli ucraini perché resta l’unico modo per aiutarli a difendersi. Giuseppe Conte ha seguito l’intervento dagli uffici del Senato del Movimento 5 stelle, ma i pentastellati in aula sono rimasti molto freddi e non hanno mai applaudito le parole del premier. Così come i leghisti, ormai anche loro in riunione permanente, con Matteo Salvini che ha incontrato Silvio Berlusconi a Villa Grande. Durissimo il capogruppo al Senato della Lega Massimiliano Romeo, che ha ipotizzato come via d’uscita un nuovo esecutivo senza il Movimento 5 stelle, e una maggiore attenzione al fisco e all’immigrazione. Sulla stessa linea anche Forza Italia. I 5 stelle non si chiamano fuori ma chiedono a Draghi un cambio di passo.

LA BCE E IL CASO ITALIA, DOMANI L’AUMENTO DEI TASSI

Prende sempre più quota sui mercati la possibilità che domani la Bce alzi i tassi di interesse dello 0,5%, ossia il doppio rispetto a quanto già prospettato a giugno. Ad agitare gli investitori anche la mancanza di dettagli sullo scudo anti-spread che la Banca centrale intende mettere in campo. La crisi politica italiana cade dunque in un momento molto delicato dal punto di vista finanziario, ma secondo i falchi del nord Europa “il caso Italia” deve rimanere fuori dalla discussione sull’aumento dei tassi. I rigoristi spingono per un intervento forte per reagire all’inflazione e all’euro debole, ormai alla pari con il dollaro. Quanto allo scudo anti spread, il meccanismo è ancora in via di definizione, ma sicuramente non si attiverà al raggiungimento di una soglia perchè vorrebbe dire fare un assist a chi spinge la frammentazione.

COVID, ALLARME OMS: “NUOVA ONDATA DOPO L’ESTATE”

Anche se il picco dei contagi in Italia è stato raggiunto e gradualmente i casi stanno diminuendo, l’Organizzazione mondiale della sanità mette in guardia i governi: “La pandemia non è finita, in autunno e inverno ci si attende un nuovo aumento di infezioni, ricoveri e decessi da Covid”. L’allarme è contenuto in un documento pubblicato dall’ufficio europeo dell’Oms che fornisce le indicazioni per prepararsi alla prossima stagione fredda. “Stiamo assistendo a un incremento dei ricoveri, che aumenteranno ulteriormente nei mesi autunnali e invernali con la riapertura delle scuole, con le persone che tornano dalle vacanze e lo spostamento della socializzazione al chiuso a causa del clima più freddo”, spiega il rapporto. L’Oms indica come misure di protezione una nuova dose di vaccino, la mascherina nei luoghi chiusi, l’uso degli antivirali, l’assunzione di più personale nella sanità e di prestare più attenzione alla sindrome da long Covid. Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico di Genova, si dice contrario a prorogare l’obbligo delle mascherine a scuola: “Se il governo decidesse di imporle di nuovo – annuncia – mi metterei alla guida dei cortei di protesta”.

EMERGENZA INCENDI, 15 ANNI PER RIPARARE DANNI

Roghi a catena, dal Friuli Venezia Giulia alla Toscana fino al centro sud. Le fiamme sul Carso nella zona di Trieste sono arrivate a lambire l’autostrada, mentre una gigantesca nuvola di fumo a Orvieto ha interrotto la circolazione ferroviaria. Per ricostituire i boschi ridotti in cenere dal fuoco ci vorranno fino a 15 anni, stima la Coldiretti che calcola per ogni rogo un costo agli italiani di oltre 10 mila euro l’ettaro, tra spese immediate per lo spegnimento, la bonifica e la ricostituzione dei sistemi ambientali. Se il divampare delle fiamme è favorito dal clima anomalo con alte temperature e la siccità, a preoccupare è la disattenzione e l’azione dei piromani, con il 60% degli incendi che si pensa sia causato volontariamente.

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