“Dobbiamo prendere atto che oltre alle scadenze ordinarie, che sono importanti e molteplici, si è aggiunta tutta una serie di altre complicazioni come l’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria per i forfettari, o i disservizi, le interruzioni e i malfunzionamenti della piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, o ancora la famosa circolare che tutti gli anni viene emanata per illustrare le novità per le dichiarazioni dei redditi, emanata dopo ben una settimana dalla scadenza originale. Queste difficoltà hanno creato un corto circuito in tutta la categoria”. Questo l’allarme lanciato dai professionisti attraverso le parole di Marco Cuchel (numero uno dell’Associazione nazionale commercialisti): “I disservizi del portale dell’Agenzia delle Entrate – ha proseguito Cuchel – sono stati evidenziati da quasi tutte le associazioni di categoria. A mio avviso sarebbe necessaria una revisione urgente”. 

Più certezze chiede Luca Asvisio, (presidente dell’Odcec di Torino): “Noi non possiamo sempre chiedere il rinvio delle scadenze, perché significa che in altri momenti dell’anno ci ritroveremo pieni di lavoro e comunque non saremmo in grado di gestire le pratiche. La nostra categoria è impegnata in una lotta continua con gli adempimenti. Questo meccanismo non funziona perché abbiamo bisogno di guardare al futuro di questa professione. Noi commercialisti ci siamo fatti trovare sempre pronti, ora è il momento di ricevere qualcosa in cambio dalla politica, ovvero la certezza della norma. Un semplice provvedimento come quello della sanatoria degli errori formali darebbe grande aiuto alla nostra categoria, rappresentando una sorta di assicurazione in quei momenti più critici, come quelli vissuti durante il Covid”. 

Secondo Marcella Caradonna (presidente dell’Odcec Milano): “In questo momento lo sforzo maggiore è quello di cercare di evitare l’allargamento della forbice sociale che avviene nei momenti di difficoltà. Si sono accumulate una serie di problematiche che esasperano quelle presenti prima della pandemia dove eravamo già in crisi Dobbiamo affiancare le realtà più fragili attraverso percorsi di semplificazione e dare alle imprese la possibilità di poter pianificare finanziariamente il proprio futuro. Sono preoccupata dall’entrata in vigore del codice della crisi – ha proseguito Caradonna – che, nella sua articolazione, mantiene alcuni provvedimenti che si potrebbero rivelare dei boomerang. Sarebbe il caso di sospendere queste previsioni e rivedere con attenzione gli effetti che comporterebbero nella vita delle imprese”. 

A ribadire l’allarme sulla criticità della situazione Luigi Pagliuca (presidente della Cnpr): “Sugli italiani incombe una crisi di governo che, auspico, venga superata nel più breve tempo possibile. A questo vanno aggiunti l’incombenza di una guerra alle porte dell’Europa, l’inflazione galoppante, il termine delle proroghe per gli adempimenti fiscali. Parliamo di una tempesta perfetta che si sta per abbattere sugli italiani. Nostro ruolo è quello di favorire il confronto tra i professionisti e il governo per trovare soluzioni utili a questa situazione complessa. C’è molta preoccupazione tra imprese e famiglie che vanno rassicurate”.