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BOLOGNA – Il lockdown e la pandemia non hanno avuto effetti sui centri yoga in Emilia-Romagna. Non hanno spento la ‘fiamma’, insomma. I centri yoga in Emilia-Romagna hanno infatti resistito anche al distanziamento sociale, alle mascherine e alla paura del contagio. Solo due hanno chiuso i battenti negli ultimi anni e oggi se ne contano in tutto 117 in tutta la regione: 32 a Bologna; cinque a Piacenza; nove a Parma; 11 a Reggio Emilia; 21 a Modena; cinque a Ferrara; 16 a Ravenna; otto a Forlì-Cesena; dieci a Rimini. Il dato emerge da “Cento sfumature di yoga. Mappa della via Emilia”, volume autoprodotto dagli autori e frutto di una ricerca condotta dal docente universitario, Pino Lucà Trombetta, già autore di studi sulla presenza dei diversi credi religiosi in Emilia-Romagna.

“GRANDE CAPACITÀ DI RESILIENZA”

Negli anni della pandemia i centri yoga “sono rimasti chiusi a lungo e poi riaperti con limitazioni- spiega Trombetta- ciò mostra la loro capacità di resilienza, trasferendo ad esempio le attività online o, appena possibile, all’aperto. E anche l’interesse per lo yoga è ormai stabilizzato nel pubblico. Ben 83 centri yoga hanno come orientamento il benessere fisico e psicofisico delle persone, mentre solo 22 si pongono come risultato la ‘salvezza’, mentre i restanti 12 non hanno una finalità specifica e univoca”.

UN MONDO RICCO E COMPOSITO

Quello dello yoga è dunque un mondo ricco e composito, spiegano gli autori della ricerca: c’è quello posturale e quello meditativo; quello specifico per le donne e quello per raggiungere una buona sinergia con i figli; quello riservato ai chi ha più di 11 anni e quello specifico per le persone disabili. Diverse sono anche le scuole e le tradizioni praticate nei 117 centri emiliano-romagnoli: lo yoga ‘Hatha’ è prevalente in 55 sedi; ‘Ashtanga’, ‘Vinyasa’ e ‘Power’ sono prevalenti in 16 e presenti in 21; ‘Iyengar’ è prevalente in 11 centri e presente in altri 10. Ma ci sono anche le scuole ‘Anusara’, ‘Kundalini-Tantra’, ‘Parinama’, ‘Jatim’, ‘Mantra’, ‘Ratna’, ‘Sathyananda’, ‘Kirya’ e ‘Shakti’.

UN PO’ LUOGHI SPIRITUALI, UN PO’ IMPRESE

Il mondo dello yoga in Emilia-Romagna è anche “a metà fra imprese commerciali, che devono far quadrare i bilanci- sottolinea Trombetta – e realtà che offrono non solo servizi funzionali (ginnastica), ma valori, credenze e stili di vita. In quanto imprese che si rivolgono al mercato, sono spinti a reinterpretare il discorso in modo da andare incontro ai bisogni dei potenziali clienti. Emblematico a questo riguardo è il sito di un negozio bolognese diviso in due parti: la prima funge da hub dello yoga. Chiunque abbia qualcosa da proporre può registrarsi liberamente, senza costi e presentarsi con un breve video nel quale racconta di sé e delle sue proposte. L’altra propone manufatti in vendita, tutti resi appetibili per il fatto di collegarsi in qualche modo allo yoga anche solo per una sfumatura di colore, una profumazione orientale o una forma armoniosa”.

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