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ROMA – Meno di un brasiliano su tre nutre fiducia nelle forze armate, una delle percentuali più basse al mondo. È quanto emerge da una ricerca condotta in 28 Paesi da Ipsos, società specializzata in sondaggi fra le più note del pianeta. La rilevazione, rilanciata da tutti i maggiori media brasiliani, è contenuta in un rapporto sull’indice di credibilità globale delle varie categorie professionali. La ricerca è stata condotta intervistando più di 21mila persone in tutti i continenti. Mille dei cittadini che sono stati ascoltati sono brasiliani. Nel Paese sudamericano solo il 30 per cento delle persone interpellate ha detto di avere fiducia nell’esercito. Rispetto al campione preso in considerazione da Ipsos, il Brasile è il quarto Paese con la più bassa fiducia nei confronti dei militari dopo Corea del Sud, Sudafrica e Colombia. Il Paese è 11 punti percentuali al di sotto della media emersa dal campione per quanto riguarda la fiducia nell’esercito, che è del 41 per cento. In Brasile i professionisti verso cui si nutre maggiore fiducia sono gli insegnanti, seguiti da scienziati e dottori, L’indagine di Ipsos ha ricevuto una certa attenzione dai quotidiani brasiliani, e forse non è un caso. Il presidente Jair Bolsonaro è un ex militare, così come il suo attuale vice presidente Hamilton Mourão, generale in pensione. Viene dalle forze armate anche Walter Braga Netto, l’uomo che il capo dello Stato ha scelto come candidato vice presidente alle elezioni che si terranno il prossimo 2 ottobre, con le quali Bolsonaro proverà a farsi eleggere per un secondo mandato.

Il rapporto del presidente con le forze armate, che hanno guidato il Paese con una dittatura fra il 1964 e il 1985, è sempre stato molto stretto ed è anche ragione di timori fra i suoi oppositori. Nel corso della presentazione della sua candidatura, il mese scorso, il presidente ha affermato chiaramente che “l’esercito è con lui”. Secondo indiscrezioni pubblicate ieri dalla stampa internazionale a partire dalle testimonianze di “numerosi funzionari del governo americano” inoltre, deputati del Congresso degli Stati Uniti avrebbero tenuto in sospeso per mesi un ordine di missili anti-carro Javelin da 100 milioni di dollari richiesto da Brasilia, poi approvato, proprio per timore che Bolsonaro si stesse preparando a un qualche tipo di sollevamento in vista delle elezioni.
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