In un Paese ancora afflitto da una disoccupazione giovanile al 35 per cento, percentuale tra le più alte d’Europa, e da una bassissima natalità, nei corridoi degli enti previdenziali si aggira uno spettro, quello del conflitto generazionale. Il rischio cioè che nel giro di pochi anni a ogni lavoratore attivo corrisponda un pensionato da mantenere con i propri contributi, lasciando in tasca al più giovane soltanto le briciole.

Se ne è parlato al primo Forum Nazionale dei commercialisti ed esperti contabili, al quale è intervenuto il presidente della Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri, Luigi Pagliuca: “Il conflitto generazionale esiste, ma esiste nella misura in cui c’è la crisi del sistema Paese. Nel momento in cui il Paese è in crisi le aziende sono in crisi, se le aziende sono in crisi siamo in crisi come professionisti e se i professionisti sono in crisi sono in crisi le casse. Noi stiamo contando molto, come Cassa ragionieri, sullo sviluppo della professione dell’esperto contabile, un professionista che è in grado di assistere a tutti gli effetti l’imprenditore, ma che ha il vantaggio di accedere alla professione due anni prima rispetto al commercialista perché anzichè avere la necessità di avere la laurea quinquennale gli è sufficiente quella triennale”.

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