Etiopia, i ribelli del Tigray e il governo dicono sì ai colloqui di pace

Di Alessandra Fabbretti da Roma e Alessio Pisanò da Bruxelles

ROMA – In Etiopia i ribelli del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf) hanno acconsentito a collaborare a colloqui di pace con il governo federale di Abiy Ahmed Ali con la mediazione dell’Unione africana (Ua).Nella nota diffusa ieri e rilanciata dai media africani, il Tplf ha aggiunto di essere anche “pronto a rispettare una cessazione immediata e concordata delle ostilità al fine di creare un’atmosfera favorevole”.

LA DISPONIBILITA’ DELL’ESECUTIVO DI ABIY AHMED

Il governo di Addis Abeba aveva già confermato la sua disponibilità all’avvio di un processo di pace mediato dall’Ua e, per confermare tale impegno, ha istituito nella capitale Addis Abeba un comitato di sette membri per redigere una proposta da discutere con il gruppo tigrino. Tuttavia, condizione necessaria all’avvio dei lavori sarà “il completo disarmo” del movimento armato, come ha chiarito in un tweet il ministro per la Pace etiopico Taye Dendea. Il ministro ha anche espresso soddisfazione per la decisione del Tplf di aderire alla proposta.Il conflitto nel Tigray, regione a nord del Paese al confine con l’Eritrea, è iniziato il 4 novembre 2020 con un’operazione militare voluta dall’esecutivo Abiy per rimuovere le milizie collegate all’omonimo partito politico, accusato di governare in violazione della legislazione elettorale. Le violenze, che negli ultimi giorni sono riprese dopo un periodo di interruzione, hanno generato una crisi umanitaria e esteso il teatro degli scontri anche nelle vicine regioni di Afar e Amhara, con migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati e persone esposte al rischio fame, come hanno avvertito più volte le agenzie delle Nazioni Unite.

BORRELL (UE): SFRUTTARE L’OPPORTUNITÀ DI UN CESSATE IL FUOCO

BRUXELLES – “In questo momento è importante sfruttare l’opportunità di un cessate il fuoco. L’Ue è pronta a offrire tutto il suo sostegno”. Lo ha dichiarato l’Alto Rappresentante dell’Ue per la politica estera, Josep Borrell, in un tweet in merito al conflitto in corso nel Tigray, nel nord dell’Etiopia.L’Unione Europea ha quindi chiamato a sfruttare l’opportunità che si è presentata in Etiopia per concordare un cessate il fuoco, dopo che le forze regionali del Tigray hanno annunciato di essere aperte a un cessate il fuoco nel conflitto che da novembre 2020 hanno intrapreso con il governo di Addis Abeba.Il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat, ha accolto favorevolmente questo episodio, assicurando che l’Etiopia si trova di fronte a un’opportunità unica per porre fine al conflitto.
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