Opportunità Costa d’Avorio: così l’Italia guarda al Paese (e al continente) del futuro

ROMA – La Costa d’Avorio come “Paese del futuro”: è l’immagine che suggerisce il presidente Alassane Ouattara, ospite a Roma di Confindustria per una giornata di dibattiti, incontri e accordi tra imprese in cerca di opportunità economiche ma pronte anche a un impegno sociale.La parola che ritorna, all’Auditorium della tecnica, è “co-sviluppo”. L’idea è quella di un modello di fare impresa che metta in primo piano la formazione e il trasferimento di competenze. Un modello che può e anzi deve essere riproposto in tempi di incertezza, con un 2023 segnato dai rischi di recessione globale, come evidenzia ancora Ouattara, ma dove è proprio l’Africa a offrire un riferimento.Di un continente da ripensare e capire al meglio dice anche il primo ministro della Costa d’Avorio, Patrick Jerome Achi. Il suo messaggio è che bisogna “rivedere il dibattito sull’immigrazione” e rendersi conto che “l’Africa non è un pericolo ma un’opportunità”.

(Il primo ministro ivoriano Patrick Jerome Achi)

Sarebbe questa consapevolezza ad animare memorandum d’intesa e accordi sottoscritti al termine della giornata, promossa da Confindustria Assafrica & Mediterraneo insieme con l’ambasciata della Costa d’Avorio. Le firme riguardano le collaborazioni commerciali e gli investimenti ma anche, con un ruolo della Luiss Guido Carli, la cooperazione universitaria per percorsi di formazione “executive” rivolti a funzionari e manager.

IL PRIMO MINISTRO ACHI: IN 10 ANNI IL PIL PRO CAPITE E’ RADDOPPIATO

“Ottantacinque riforme” hanno permesso alla Costa d’Avorio di crescere in media tra il 2012 e il 2019 dell’8 per cento l’anno, riuscendo a raddoppiare il Pil pro capite in un decennio e ad aumentare l’aspettativa di vita della popolazione da 57 a 67 anni: lo ha riferito Patrick Jerome Achi, primo ministro del Paese africano, durante un incontro a Roma ospitato da Confindustria.Secondo il capo di governo, “l’economia ivoriana ha continuato a espandersi perfino durante la pandemia di Covid-19, del 2 per cento nel 2020 e soprattutto del 7,4 nel 2021”.

“ALTRO CHE PERICOLO, L’AFRICA E’ UN’OPPORTUNITA'”

Bisogna “rivedere il dibattito sull’immigrazione” e rendersi conto che “l’Africa non è un pericolo ma un’opportunità”, un mercato “immenso” sul quale puntare: lo ha detto il primo ministro della Costa d’Avorio, Patrick Jerome Achi, durante un incontro a Roma ospitato da Confindustria.”Tra un secolo”, ha detto il capo di governo in riferimento al continente, “avremo una popolazione di due miliardi e 400 milioni di persone, mentre l’Europa e gli Stati Uniti avranno una decrescita dei loro mercati”. Poi la riflessione sul “dibattito sull’immigrazione” che caratterizza spesso l’Europa e anche l’Italia. “Deve essere rivisto” l’appello di Achi. “L’Africa è un mercato immenso; bisogna avere visione e immaginare il mondo come sarà domani per viverlo il meglio possibile oggi”. Secondo il primo ministro, “nessuno può impedire a qualcuno a spostarsi dove vuole e già oggi si sente parlare di droni-taxi che potranno portare ciascuno quattro o cinque persone ovunque nel mondo”. L’invito è a “una visione di lungo periodo, per favorire condizioni di vita dignitose per le popolazioni, dove ogni Paese trovi il suo posto in un’ottica ‘win win'”. Achi si è rivolto all’Italia e alla sua comunità di imprenditori. “Il vostro Paese”, ha detto, “è stato ponte di ispirazione e di saggezza”

BELTRAME (CONFINDUSTRIA): IL MODELLO È IL CO-SVILUPPO

Il piano di sviluppo 2021-2025 della Costa d’Avorio è “un’opportunità” per le imprese italiane, in grado di proporre un modello di “co-sviluppo” centrato sulla “formazione di competenze e maestranze” in loco: lo ha detto Barbara Beltrame, vicepresidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione.L’occasione è stato un incontro a Roma, nell’Auditorium della tecnica, dedicato al Paese africano.Secondo la dirigente, “le nostre fabbriche anche all’estero sono luoghi di formazione, di empowerment delle donne e di crescita professionale e personale”. Beltrame si è soffermata sui modi della presenza delle imprese italiane in Costa d’Avorio.

“Hanno saputo esportare questo modello di co-sviluppo molto bene” ha detto. “Ora dobbiamo favorire le sinergie, tenendo conto del fatto che nel 2021 lo scambio bilaterale commerciale è aumentato del 9 per cento grazie sia a grandi gruppi che a realtà di media dimensione”. Tra i settori “strategici” di collaborazione, alla luce del piano di sviluppo ivoriano, Beltrame ha citato agroindustria, energia, edilizia, logistica, trasporti e infrastrutture.

VIGNATI (ENI): AVANTI IN COSTA D’AVORIO CON LA “BALEINE DANSANTE”

“Soddisfare i bisogni interni” della Costa d’Avorio e allo stesso tempo “finalizzare ambizioni crescenti” sull’export: queste, secondo Luca Vignati, direttore upstream di Eni, le potenzialità del giacimento di idrocarburi “Baleine dansante” scoperto circa un anno fa a largo delle coste del Paese africano.”E’ stato subito evidente che si trattava di qualcosa di importante” ha ricordato il responsabile, ospite di un incontro organizzato da Confindustria all’Auditorium della tecnica. “Il giacimento è posto a circa 4mila metri di profondità, ha un’estensione paragonabile all’area metropolitana di Milano e uno spessore equivalente a un edificio di 11 piani: se fosse già in produzione oggi varrebbe piu’ del 10 per cento della produzione di Eni”. Vignati ha sottolineato: “Il giacimento sarà in grado di soddisfare i bisogni interni della Costa d’Avorio e poi di finalizzare le ambizioni crescenti di export”.In primo piano nell’intervento del dirigente “la partecipazione reattiva del Paese ospitante”, anche attraverso la collaborazione tra Eni e la società statale Petroci. “Il nostro piano di sviluppo è stato approvato in poche settimane” ha sottolineato Vignati. “A soli 18 mesi dalla scoperta già nel 2023 ci sarà la fase di sviluppo”.

AMICHIA (CEPICI): PRONTI CREDITI D’IMPOSTA PER LE PMI

I crediti d’imposta, in particolare per favorire trasferimenti tecnologici in “settori strategici” come quello dell’Information and communication technology (Ict), sono una delle ricette della Costa d’Avorio per attrarre investimenti stranieri.A parlarne, durante un incontro ospitato da Confindustria all’Auditorium della tecnica, Solange Amichia, direttore generale di Cepici, il Centre de Promotion des Investissement en Côte d’Ivoire.In primo piano nel suo intervento le “misure di incoraggiamento” contenute in un codice nazionale, rivolte sia a grandi gruppi che a imprese piccole e medie. “Per le Pmi ci sono vantaggi ancora maggiori” ha detto Amichia. “Nell’area della capitale economica Abidjan lo sconto sulle tasse attraverso i crediti d’imposta è del 37 per cento”. Attenzione particolare hanno settori strategici, come l’Ict. “Un progetto dello Stato”, ha detto il direttore, “prevede investimenti agevolati per almeno 150 milioni di dollari in cinque anni”.

IL PRESIDENTE OUATTARA: L’ITALIA INVESTA, LA COSTA D’AVORIO E’ IL FUTURO

La Costa d’Avorio come “Paese del futuro”, capace di attrarre investimenti grazie a un crescita prevista del 7 per cento l’anno “nonostante i rischi di recessione globale per il 2023 dovuti al conflitto russo-ucraino e alla crisi dei cereali”: è la prospettiva proposta da Alessane Ouattara, il presidente del Paese africano.L’occasione è stato un incontro a Roma, ospitato da Confindustria, all’Autorium della tecnica. “Per il periodo che va dal 2023 al 2025 in Costa d’Avorio è prevista una crescita annua di almeno il 7 per cento” ha detto Ouattara. Al centro del suo intervento un invito agli imprenditori italiani. “Venite a investire”, l’appello del presidente, “perché la Costa d’Avorio può essere la piattaforma di riferimento per gli investimenti in Africa”.Ouattara, un passato nel Fondo monetario internazionale, capo di Stato dal 2011, ha concluso con un riferimento all’Unione Europea. “Il nostro Paese”, ha detto, “è cresciuto dell’8 per cento l’anno tra il 2012 e il 2019, oggi ha un deficit sul bilancio che non supera il 3 per cento e quindi rispetta pure i criteri di Maastricht”.

DAL CHECCO (ASSAFRICA): PER L’ITALIA UNA GRANDE OPPORTUNITÀ

“Perseguire la relazione” con l’Africa, collaborando “per filiere” e puntando ancora di piu’ “sul bello e ben fatto” in una prospettiva di crescita comune: questo l’appello di Massimo Dal Checco, presidente di Confindustria Assafrica & Mediterraneo.L’occasione è un incontro ospitato dalla sua organizzazione, dedicato ai rapporti con la Costa d’Avorio. “La maggior parte dell’Africa sta crescendo quasi del 7 per cento ormai da oltre 20 anni” la premessa di Dal Checco. Pur sottolineando come restino diverse le aree attraversate da crisi, dal Sahel al Corno d’Africa, il dirigente ha parlato di “grande opportunità per crescere insieme” sia per le imprese italiane che per i Paesi del continente.

“Questa relazione va perseguita in modo forte, con l’obiettivo di collaborare in maniera molto stretta per filiera” ha continuato Dal Checco. “Veniamo molto apprezzati per la tipologia di imprese, grandi, medie e piccole, e oggi questa filiera del bello e ben fatto che riusciamo a esportare sta dimostrando di essere competitiva anche con Paesi piu’ forti e presenti in Africa come Turchia e Cina”.

I MEMORANDUM D’INTESA: DAL COMMERCIO ALLA FORMAZIONE UNIVERSITARIA

Dalle collaborazioni commerciali agli investimenti fino alla cooperazione universitaria per percorsi di formazione “executive” rivolti a funzionari e manager: impegni al centro di memorandum d’intesa siglati da rappresentanti dell’Italia e della Costa d’Avorio al termine di un incontro ospitato da Confindustria.Al centro dell’iniziativa, all’Auditorium della tecnica, le opportunità offerte dal Piano nazionale di sviluppo 2021-2025 adottato dal Paese africano.

I memorandum sono stati sottoscritti dopo una sessione plenaria. Il primo è stato firmato tra Confindustria, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e la Cepici, il Centre de Promotion des Investissement en Côte d’Ivoire, con l’obiettivo di “favorire la nascita e il rafforzamento di partnership tra imprese italiane e ivoriane tramite lo scambio di informazioni, l’organizzazione di iniziative congiunte a supporto della collaborazione e della presenza delle imprese italiane nel Paese africano”. Un secondo accordo è stato siglato con la Camera di commercio ivoriana Cci-Ci per “stimolare la collaborazione economica tra gli operatori italiani e ivoriani e creare progetti di investimento congiunti”.Tra gli accordi ce n’è anche uno sottoscritto dall’università Luiss Guido Carli e dal ministero della Funzione pubblica della Costa d’Avorio. L’impegno in questo caso è “fornire percorsi di formazione executive ai funzionari del governo e del settore privato” del Paese.

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