“La prima norma che il prossimo governo, qualunque esso sia, dovrà varare è il taglio del cuneo fiscale. Un’azione importante che consentirà di aiutare allo stesso modo aziende e lavoratori in un momento difficile per l’economia mondiale». Lo ha dichiarato il senatore Emiliano Fenu (capogruppo in commissione finanze e tesoro a palazzo Madama e candidato in Sardegna con il Movimento 5 stelle), intervenendo al Cnpr Forum «Cittadini e imprese chiedono proposto concrete per guidare il Paese fuori dalla tempesta”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri ed esperti contabili», presieduta da Luigi Pagliuca. «Sappiamo bene quanto sia oneroso il costo di un lavoratore per le aziende e quanto poco resti ad ogni lavoratore in busta paga — ha proseguito Fenu – pertanto è necessario intervenire per alleggerirlo e ritengo questa una norma sulla quale tutti i partiti, di qualsiasi schieramento, debbano essere concordi. Una delle priorità per il M5s è fissare una soglia minima al salario di ogni lavoratore dipendente. Una norma di giustizia sociale poiché ci sono contratti che prevedono paghe orarie al di sotto della decenza. Negli ultimi 20 anni, nel tentativo di aumentare le possibilità lavorative, abbiamo assistito ad una precarizzazione selvaggia del lavoro che di certo non ha portato sviluppo. Oggi lo Stato deve essere in grado di garantire dignità e certezze a lavoratori e imprese e possiamo farlo grazie a tre interventi: riduzione del cuneo fiscale , aumento dei salari e riattivazione del decreto dignità». Il senatore pentastellato, sollecitato dalle domande dei professionisti che hanno partecipato al webinar, è intervenuto anche sulla questione del Reddito di cittadinanza e del magazzino fiscale dell’Agenzia delle entrate: «Il Reddito di cittadinanza è stato ideato come misura di sostegno. I due terzi dei percettori sono inabili al lavoro e nel complesso i percettori stanno diminuendo perché molti di loro stanno trovando occupazione. Tutti i lavoratori devono sapere che qualsiasi cosa gli accada nella vita lo stato potrà sempre pensare a loro con questo tipo di sostegno. La parte che invece riguarda le politiche attive del lavoro doveva essere gestita in maniera separata e affidata ai centri per l’impiego. Per ciò che riguarda le cartelle esattoriali bisogna prendere atto che gran parto dei crediti presenti nel magazzino fiscale, che ammonta a 1.100 miliardi, sono inesigibili poiché appartengono a società fallite o a persone decedute. Per riuscire ad avere una riscossione più efficiente si deve agire in due modi: da un lato consentire il discarico automatico dei crediti che hanno una certa anzianità, prevedendo anche di annullare del tutto quelli divenuti oramai inesigibili; dall’altro avviare una rateazione straordinaria in 10 anni su tutti i debiti pregressi, iscritti a ruolo presso l’Agenzia delle entrate, senza sanzioni e interessi. Con queste due proposte sarà possibile procedere allo svuotamento del magazzino fiscale dell’Agenzia delle entrate e, allo stesso tempo, consentire ai contribuenti che hanno avuto difficoltà ad ottemperare i propri obblighi fiscali di rimettersi in regola senza. Tutto questo sarà possibile se, prima di tutto, si penserà a potenziare il personale dell’Agenzia, decisamente sottodimensionato rispetto alla mole di lavoro da portare avanti».