Limitare le responsabilità dei collegi sindacali, parametrandole a più adeguati compensi per un ruolo spesso rischioso oltre il buon senso e la normativa generale, avviare le riforme che semplifichino le attività dei professionisti, sono i temi discussi nel corso del Cnpr Forum della Cassa di previdenza dei Ragionieri e degli Esperti contabili. «E’ necessario un intervento determinato sulla responsabilità patrimoniale degli organi di controllo», ha evidenziato Paolo Longoni (consigliere d’amministrazione della Cnpr). «Questo è un tema che prima o poi dovrà essere affrontato in maniera multidisciplinare, ascoltando tutte le fonti e le parti interessate, e non più solo da commissioni, composti solo magistrati, che predispongono disegni di legge. Su questo punto ci aspettiamo una svolta”. Giovanni Battista Cali (presidente dell’ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Roma) ha sottolineato che «la necessaria riforma del processo tributario è entrata in vigore il 16 settembre scorso, ma la nostra categoria si chiede se sarà sufficiente per abbattere i tempi della giustizia. Sappiamo che il tempo medio che intercorre tra il deposito dei ricorsi e la chiusura dei procedimenti è ancora titani co, ovvero più di 650 giorni per il primo grado e più di mille giorni per il secondo grado. Ci auguriamo che il Parlamento intervenga con ulteriori correttivi». Le esigenze dei commercialisti sono state espresse da Marcella Caradonna (presidente dell’Odcec di Milano): «II rilancio del Paese passa anche dalla valorizzazione della nostra professione che può essere senza dubbio avviata con l’applicazione di meccanismi automatici per rinserimento nei registri di categoria dei singoli professionisti a seguito di un accertamento delle competenze che deriva anche dagli studi compiuti durante gli anni. Accanto a ciò va avviata una riforma che limiti le responsabilità, ad oggi eccessiva, a carico degli organi di controllo». Marco Cuchel (presidente dell’Associazione nazionale commercialisti), ha fecalizzato l’attenzione sulle sanzioni dirette a carico dei professionisti: «Su questo tema rileviamo un’anomalia, credo tutta Italia, ovvero l’impossibilità di assicurare le sanzioni dirette in campo tributario. Ritengo che questa sia una questione che la prossima legislatura dovrà affrontare in maniera prioritaria per aumentare il livello di tutela nei confronti dei professionisti e anche dei contribuenti». Del tema tributi ha discusso Luca Asvisio (presidente dell’Odcec di Torino) ponendo l’attenzio- ne sulla flat tax «che viene presentata da molti partiti come panacea per tutti i inali, a nostro avviso, l’estensione di questo strumento va valutata in tutti i suoi aspetti. Un ampliamento non commisurato della platea che può aderire alla tassa piatta potrebbe creare seri problemi alle casse dello Stato». Di crediti non riscossi dall’Agenzia dell’Entrate Riscossione ha parlato Enrico Terzani (numero uno dei commercialisti di Firenze): «La maggior parte di questi crediti risalgono a 10 o anche 15 anni fa e molti di questi sono ormai diventati inesigibili. Nessuno, in questa fase storica, chiede un condono fiscale ma va prevista un’azione legislativa che consenta ai contribuenti di rientrare dei debiti pregressi e, al contempo, con l’annullamento delle cartelle inesigibili, lo svuotamento del ‘magazzino fiscale’ dell’Ade».