E’ necessario che la politica agisca per limitare la responsabilità del collegio sindacale e può farlo trovando dei parametri di riferimento, ad esempio il compenso. Non si può essere considerati responsabili per danni che superano di due, tre o quattro volte il compenso percepito». Questo il monito del senatore Andrea de Bertoldi (segretario della Commissione Finanze e Tesoro a Palazzo Madama e candidato alle prossime elezioni politiche con Fratelli d’Italia), intervenendo al Cnpr Forum sul toma «Elezioni, le proposto e gli obiettivi per superare un autunno difficile», promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri ed esperti contabili», presieduta da Luigi Pagliuca. «Trovo incredibile che i sindaci possano essere perseguiti praticamente all’infinito per eventuali errori commessi durante lo svolgimento del proprio ruolo. Tutti commettiamo degli sbagli sul lavoro, ma se questi sono dettati dall’errore umano deve esserci una riparazione ma non una persecuzione. E’ assurdo pensare», ha rimarcato de Bertoldi, «che, ad esempio, possano essere chiesti 5 milioni di euro di risarcimento a chi riceve un compenso di soli 5 mila euro, si tratta di un atteggiamento non apprezzabile e che non trova riscontro nella giustizia. Fattispecie diverse vanno senza dubbio applicate in caso di dolo o responsabilità grave, ma per un errore non si può rovinare la vita di un professionista». «Limitare la responsabilità sindacale è senza dubbio un passaggio fondamentale se si vuole avviare un reale processo di semplificazione che non deve interessare solo la Pubblica Amministrazione ma anche il mondo delle professioni. Nel corso di ultimi 10 abbiamo assistito alla continua complicazione normativa con un conseguente fiorire di registri ai cui i professionisti si sono dovuti iscrivere. Anche in questo caso», ha proseguito il parlamentare di Fratelli d’Italia, nel corso del dibattito con i commercialisti, «è necessario un atto di coraggio da parte della politica che deve procedere ad un taglio drastico di tutte le proliferazioni di registri, di competenze, di nuove figure professionali coinvolte nella gestione dei percorsi. Questa burocrazia sta rallentando il Paese e invito proprio i professionisti, attraverso le organizzazioni sindacali, le associazioni e gli ordini a fare pressione sulla politica per accelerare un processo ormai indispensabile. Così come si deve agire in maniera decisa in materia di antiriciclaggio. Sia chiaro, ben vengano le norme ma devono essere chiare e semplici. Complicare la vita alle banche e al mondo delle professioni, caricandoli di complicazioni ed eccessive responsabilità è assolutamente controproducente. Queste sono, a mio modo di vedere, le norme imprescindibili da cui dovrà ripartire la prossima legislatura. Tutti i partiti, da anni, parlano di semplificazioni e di snellimento della burocrazia, ma in questi anni nessuno si è veramente adoperato in tal senso. Se non si eliminano i problemi che sono alla base dell’ingolfamento della burocrazia», ha concluso de Bertoldi, «non si riuscirà mai ad avviare un efficiente processo di semplificazione».