Nel confronto tra Luigi de Magistris (leader di Unione popolare) e i professionisti si è parlato di Europa, di reddito di cittadinanza e salario minimo oltre alle misure previste nel programma presentato agli elettori in materia di sostegno ai lavoratori autonomi e alle partire Iva. Non poteva mancare il riferimento alle politiche dell’immigrazione, tratto caratterizzante la campagna elettorale dell’ex sindaco di Napoli. Ad aprire il dibattito la riflessione sulle simpatie riscosse da Unione popolare da parte della sinistra europea con gli endorsement di Lean Luc Mèlenchon in Francia e Pablo Iglesias in Spagna. «Siamo per un’Europa dei diritti e delle opportunità che deve avere una visione comune sulla politica estera, sull’energia, sull’ambiente e sulla politica economica – ha specificato de Magistris – ma ci troviamo, al contrario, di fronte a un’Unione europea che ha portato avanti solo le esigenze della moneta unica e della circolazione delle merci». I rappresentanti dei professionisti hanno sottoposto all’ex magistrato napoletano una serie tematiche di stretta attualità. Luca Asvisio (numero uno dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Torino) ha sottolineato la « tà di una riformulazione dell’attuale del reddito di cittadinanza, visto che, specie tra i professionisti, rischia di diventare un mero sussidio. Una applicazione poco corretta che crea diverse difficoltà anche per individuare nuove leve da inserire negli studi professionali». Giovanni Battista Cali (presidente dell’Odcec di Roma) ha segnalato che «tra le proposte inserite nel programma elettorale di ci sono dieci provvedimenti fiscali, tra i quali l’indicazione di ^tassare meno chi ha poco e tassare di più chi ha tantissimo’. Per i lavoratori autonomi è prevista la necessità di combattere la frammentazione e costruire un sistema assistenziale omogeneo oltre al tema del cumulo tra indennità e casse previdenziali e l’introduzione di una misura unica di sostegno al reddito». Anche Marcella Caradonna (presidente dei dottori commercialisti e degli esperti contabili milanesi) ha sottolineato i temi caldi della campagna elettorale: «Cuneo fiscale e salario minimo sono le misure sulle quali si dibatte tanto in questo periodo aprendo un mondo infinito di proposte con le progettualità più disparate sulle quali andrebbe trovata una sintesi efficace per rilanciare i livelli occupazionali italiani». Marco Cuchel (presidente dell’Associazione nazionale commerciali sti) ha posto l’accento sulla necessità di ripartire dalle misure attive per il lavoro: «Rilanciare il mondo del lavoro vuoi dire portare avanti strategie che siano in grado di superare i livelli insostenibili di disoccupazione. Un male che ci affligge da troppi anni e che si è venuto ad aggravare anche per tutti coloro che hanno perso il lavoro durante la pandemia e nel periodo di crisi economica post pandemica legata al conflitto tra Russia e Ucraina. Un duro colpo per il nostro settore produttivo. Servono proposte da mettere in campo per rilanciare l’occupazione e avviare quel percorso di ripartenza che l’Italia attende». Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni (consigliere d’amministrazione della Cnpr) che ha introdotto un tema delicatissimo e molto strumentalizzato come quello dell’immigrazione: «Un fenomeno che viene visto come un pericolo per l’ordine pubblico e come emergenza umanitaria sul quale, invece, poco ci si sofferma sugli aspetti positivi anche in chiave di opportunità vista la profonda crisi demografica che attanaglia l’Italia e che ne mette a rischio i futuri assetti produttivi»