rinnovabili,-legambiente:-non-decollano,-a-rischio-obiettivi-2030

Sostenibilità è la parola chiave per dare nuovo slancio all’economia italiana dopo due anni di crisi economica legata all’emergenza sanitaria del Covid-19 e le conseguenze legate al conflitto tra Ucraina e Russia con tutte le ricadute in termini di aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. Investire in economia circolare è il new deal che apre spiragli interessanti per nuova occupazione, più stabile e di lunga durata, oltre ai benefici in termini di qualità della vita. L’introduzione di politiche incentivanti e di sgravi fiscali per le aziende che decidono di intraprendere questo percorso di riconversione può essere la mossa vincente per dare il via a una vera e propria rivoluzione culturale, prima, ed economica che può riportare l’Italia al posto che le spetta tra le grandi economie mondiali. Se ne è discusso nel corso del Forum speciale organizzato dalla CNPR che ha visto i professionisti confrontarsi con Francesco Alemanni, tesoriere nazionale di Europa Verde.
Per Marcella Caradonna (presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano): “Il tema dell’ambiente riguarda le prospettive di vita di tutti e il futuro delle nuove generazioni. Non solo delle persone ma anche delle imprese. Sotto il profilo professionale affianchiamo le aziende nell’intraprendere e portare a termine questo percorso culturale. C’è un orientamento chiaro del Legislatore in questa direzione come si evince dalla rilevanza data ai documenti non finanziari. Coinvolgere le professioni nella formazione e nell’elaborazione di questi processi è sicuramente una scelta vincente”. Enrico Terzani (numero uno dell’Odcec di Firenze), ha sottolineato l’importanza di accompagnare questi percorsi “con adeguati incentivi fiscali oltre alla necessità di trovare soluzioni efficaci e di lunga prospettiva per il problema energetico che rischia di mettere in seria difficoltà migliaia di aziende che non ce la fanno a sostenere l’impennata dei costi delle bollette. Resta poi da definire una strategia per porre rimedio al paradosso fiscale che viviamo con un debito dello Stato che ammonta a 2600 mld e i crediti di Equitalia che ammontano a 1100 mld. Molti dei quali difficilmente esigibili”. Il tema dell’occupazione è stato posto da Marco Cuchel (presidente dell’Associazione nazionale commercialisti): “In Italia è un problema strutturale che determina un forte disagio sociale sia per i giovani che per i meno giovani. Disagio che non riusciamo a contenere. Dobbiamo assolutamente ridurre il gap rispetto agli altri paesi europei”.
Sulle difficoltà causate dalle nuove tassazioni ha posto l’accento Giovanni Battista Calì (presidente dell’Odcec di Roma): “Considerando che l’1 gennaio 2023 entrerà in vigore la famosa ‘plastic tax’ che sta dando molto da fare agli studi dei professionisti e anche ai clienti. Una norma nuova e piena di aspetti problematici con diversi quesiti interpretativi posti al Legislatore per i necessari chiarimenti. Manca, inoltre, ancora un provvedimento attuativo. Per sostenere lo sviluppo sostenibile sarebbe meglio puntare su un sistema che faccia leva su meccanismi di premialità, invece di insistere con sistemi sanzionatori che andrebbero a ingolfare ulteriormente la già precaria situazione del fisco italiano”. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni (consigliere d’amministrazione della Cnpr): “Tutti i partiti hanno parlato dei costi dell’energia e delle misure da adottare per soccorrere i cittadini, i contribuenti e le imprese per far fronte all’aggravio dei costi. Nessuno però si è concentrato su un piano di lungo respiro che sia in grado di dare una prospettiva concreta al futuro dell’energia nel nostro Paese”.