Nelle Casse 108 miliardi

Sfiora i 108 miliardi, al 31 dicembre scorso, il patrimonio delle Casse di previdenza dei professionisti, con un balzo in avanti quasi del doppio, al confronto con quanto detenuto dieci anni fa (55,7 miliardi) e del 7,1% nell’arco di un anno, laddove la «parte del leone» la fa una «cinquina» di Enti: l’Enpam (medici e dentisti, con il 25,6%), Cassa forense (avvocati, 16,7%), Inarcassa (architetti e ingegneri, 13,1%), Cdc (dottori commercialisti, 10,9%) ed Enasarco (agenti di commercio e consulenti finanziari, 8,3%). E il comparto, che si compone di 1,787 milioni di iscritti e di 475.000 pensionati, resta in attesa dell’emanazione del regolamento sugli investimenti (previsto nelle pieghe del decreto 98/2011, oltre un decennio or sono) che, stando alle indicazioni del ministro del Lavoro Marina Calderone, «dovrà contemplare una cornice normativa condivisa e flessibile, per garantire un’autonoma^ operatività» agli Istituti. È quanto emerso ieri mattina dalla presentazione del rapporto sugli Enti disciplinati dai decreti legislativi 509/1994 e 103/1996 realizzato dalla Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), il cui presidente Mario Padula è tornato a battere sul tasto della necessità dell’uscita del provvedimento con i «paletti» sulle operazioni finanziarie, per imprimere un «rafforzamento» del settore dal punto divista strutturale. E ciò (anche) in considerazione del graduale incremento delle risorse, giacché il risparmio previdenziale custodito da Casse e Fondi è giunto, complessivamente, a superare i 321 miliardi, somma che, si mette in luce, equivale al 18% del Prodotto interno lordo (Pii). Lo scorso anno, recita il dossier dell’organismo, «il saldo per contributi incassati e prestazioni erogate ha totalizzato 3 miliardi», cifra che appare «in deciso aumento, rispetto ai 2 miliardi del 2020, anno nel quale hanno pesato le ricadute occupazionali e reddituali della pandemia da Covid-19» sulle platee di associati. Analizzando, in generale, il portafoglio, la Covip evidenzia che gli investimenti immobiliari, che includono le quote di fondi immobiliari e le partecipazioni in società immobiliari controllate dalle Casse, valgono 19,8 miliardi (nelle due mag giori città della Penisola si concentra il 90% degli edifici, che si trovano per tre quarti a Roma e per un quarto a Milano), i titoli obbligazionari totalizzano nel complesso 39,5 miliardi (di cui quelli di Stato ammontano a 14,8 miliardi), gli investimenti in azioni sono pari a 20,6 miliardi (il 77,6% si colloca nell’area euro). A fronte di 11,2 miliardi (10,3 nel 2020) di contributi incassati, gli Enti hanno erogato prestazioni per 8,2 miliardi (erano 8,3 nel 2020). E se l’Enpam è in cima alla classifica per il miglior saldo tra versamenti e prestazioni (+767 milioni), è «profondo rosso» per l’Inpgi (giornalisti), la cui gestione dei dipendenti, confluita nell’Inps quest’anno, nel 2021 era in disavanzo per 196 milioni, ma hanno il «segno meno» anche Cassa geometri (-31 milioni) ed Enpaia (dirigenti e impiegati in agricoltura, con un passivo di 10 milioni).

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