Isa “affidabili” secondo il Mef e l’agenzia delle Entrate. È questa la sintesi della risposta all’interrogazione parlamentare di ieri presentata dall’onorevole Giovanni Currò (M5S). Sono ingiustificati, quindi, gli allarmismi volti a richiedere interventi urgenti per disinnescare i problemi derivanti dal primo utilizzo sul campo degli indici sintetici di affidabilità e la richiesta di prorogare i versamento con la maggiorazione minima dello 0,40 per cento. Secondo il ministero l’operazione Isa è scevra da errori in quanto il percorso tecnico giuridico volto a varare gli strumenti premiali, è stato rispettato. Gli Isa sono stati approvati con l’intervento della commissione di esperti designata dal Mef, tenendo conto delle segnalazioni dell’amministrazione finanziaria, delle organizzazioni economiche di categoria e degli ordini professionali. Le note tecniche e metodologiche degli Isa e i modelli di dichiarazione 2019 con le istruzioni, sono stati approvati e messi a disposizione rispettando i termini. Il software «il tuo ISA» è stato pubblicato e aggiornato per tempo. I chiarimenti ufficiali sono arrivati per tempo grazie alla circolare del 2 agosto. Quindi, non lo dice la risposta ma lo diciamo noi, problemi sugli Isa non ce ne sono. Si tratta, semmai, di inutili allarmismi. Ancora una volta la sensazione che si ha leggendo la risposta è quella di uno scollamento tra il “palazzo” e la realtà di coloro che gli Isa li applicano. Il problema, infatti, non è nel procedimento di approvazione degli Isa, i problemi riguardano i risultati che scaturiscono dalla loro applicazione. È difficile spiegare perché contribuenti non congrui e non coerenti m passato con gli studi di settore si siano visti premiare con punteggi elevati e perché altri contribuenti, storicamente più che virtuosi in base a Gerico, siano diventati insufficienti. Ma non è tutto. Per rincorrere gli Isa nel corso dei mesi è stato necessario elaborare più e più volte i risultati (la release del software “il tuo ISA” è la n. 7 del 30 agosto). Inoltre le circolari delle Entrate sono arrivate al 2 di agosto (la 17/E di 64 pagine con buona pace della “tregua estiva”) e il 9 settembre (la 20/E di 44 pagine). Considerarle tempestive è un eufemismo. Su queste pagine abbiamo più volte segnalato alcune delle tante situazioni che nell’applicazione degli Isa lasciano perplessi. E che non sempre potranno essere risolte grazie alle “note aggiuntive”. Ci saranno, solo per fare un esempio, tante società che scivoleranno nel regime delle società di comodo data l’impossibilità pratica di arrivare al famoso 9 e che, quindi, si troveranno alla mercé dei coefficienti di operatività e redditività, senza contare su di una possibile disapplicazione “preventiva”. Nella risposta al question time di ieri si legge che nel programma di revisione degli Isa tra Mef, commissione degli esperti, associazioni di categoria e ordini professionali, «non si rilevano motivi ostativi a prevedere specifici ulteriori momenti di confronto sul tema». Il significato sembra il seguente: per quest’anno gli Usa vanno bene così ma per il futuro potremo (tutti) fare tesoro, lavorare meglio e di più, per aggiustare il tiro. Si potrà sicuramente migliorare grazie all’esperienza, ma ci domandiamo perché tanta fretta nell’applicare strumenti così complessi e ambiziosi? Un fisiologico periodo di rodaggio avrebbe evitato un’infinità di problemi.

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