I sindacati dei commercialisti hanno scritto ieri all’agenzia delle Entrate per chiedere la «rimessione in termini» per chi ha aderito allo sciopero e versato il proprio F24 con due giorni di ritardo. Nella comunicazione firmata dalle nove sigle sindacali che hanno proclamato l’astensione (Ade, Aide, Anc,Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdcec e Unico) viene ricordato all’Agenzia che «la rimessione in termini è un atto dovuto»; e viene sottolineata la necessità di informare tutti gli uffici periferici per evitare inutili emissioni di atti. I sindacati chiedono, inoltre, che la rimessione in termini sia recepita anche dai sistemi operativi e dai software di controllo dell’Agenzia. La lettera è stata inviata per “mettere in sicurezza” i commercialisti che hanno aderito. «È il nostro primo sdopero – racconta Maria Pia Nucera, tesoriere di Ade – e visto che abbiamo rispettato tutti i passaggi previsti non credo d saranno problemi, ci aspettiamo che le Entrate emanino una circolare ai propri uffici in cui viene precisato che la scadenza per i commercialisti è il 2 ottobre e non il 30 settembre». Secondo il presidente dell’Aidc Andrea Ferrari una risposta dell’Agenzia sarebbe «un atto di rispetto verso la categoria con la quale più spesso si confronta» e la rimessione in termini è un atto dovuto come prevede il Codice di autoregolamentazione dello sciopero. Dello stesso parere anche il presidente dell’Anc Marco Cuchel, che aggiunge: «Mi sarei aspettato una comunicazione delle Entrate già il 2 ottobre senza sollecitazioni da parte nostra». Daniele Virgillito, presidente dell’Ungdcec non è stupito di questa dimenticanza: «Testimonia la scarsa conoscenza di chi siamo noi come categoria e dei diritti che abbiamo acquisito negli ultimi anni, diritti che spesso sfuggono agli stessi commercialisti». In questi giorni partirà un’analoga solledtazione indirizzata alle Commissioni tributarie.

FONTEIl Sole 24 Ore
CONDIVIDI