Fattore S nello sport. Soldi e sviluppo.

Sport e affari, sport e politica, medaglie e città. Sta diventando ormai “necessario” cercare alleanze laddove prima ci si accapigliava per assegnare i grandi eventi sportivi. L’Olimpiade estiva e’ il caso più emblematico. Per i Giochi del 2024 erano candidate in 5: Budapest, Roma, Amburgo, Parigi e Los Angeles.

Dopo referendum popolari (Budapest) e veti delle amministrazioni cittadine (Roma) o studi dedicati (Amburgo) si sono ritrovate quasi loro malgrado a lottare solo Parigi e Los Angeles. Nessuna convinta che le Olimpiadi siano davvero un affare. Terrorizzano i crolli dell’economia in Grecia e e più recentemente in Brasile, gigante passato dal Bric al break, anzi al crack.
Così il comitato olimpico internazionale ha suggerito la soluzione senza spargimento di denaro preventivo e magari sottobanco: a Parigi i Giochi del 2024, alla californiana capitale del cinema quelli del 2028.
Soldi che mancano, nel calcio per esempio gli europei tra nazioni sorelle sono diventate una abitudine.
Fuori gioco Roma 2024 (a parere di chi scrive un’occasione e perduta) l’Italia si ritrova al centro degli interessi dello sport con una manifestazione kolossal per numeri (20.000 persone coinvolte) che rappresenta l’Olimpiade dei giovani, ovvero l’Universiade, riservata agli atleti studenti. E oggi lo sono anche pugili e calciatori, un tempo alla stregua del ciclista che annunciava: sono contento di essere arrivato uno. C’è un evento, tra i pochi che merita l’appellativo, che può fare  da collante tra separati in casa e non solo dal punto di vista sportivo e consentire alla Campania – e all’Italia tutta – un salto di qualità: l’Universiade del 2019.
Finora, la sola regione Campania ha mosso passi spediti appoggiando da subito e con concretezza la richiesta del centro universitario sportivo che ha candidato Napoli dopo la rinuncia di Brasilia. Il Coni per ora viaggia sotto traccia. Gli altri enti aspettano che il Governo centrale disponga e metta a disposizione e tutti i 270 milioni di euro necessari per organizzare e soprattutto dotare di impianti moderni una regione flagellata da tempi sconsacrati.
Ma se Bagnoli potrebbe equivalere per Napoli alle olimpiadi del mattone di cui hanno parlato i 5 stelle in campagna elettorale a Roma, in Campania l’occasione Universiadi è propizia per mettere intorno ad un tavolo fattivamente dopo le divisioni in campagna elettorale comune, regione e governo centrale. Un’occasione unica. No sportellate. Finora il Coni – a livello centrale – ha tenuto un profilo basso. A livello regionale invece lavoro già avviato. Il sindaco de Magistris preso dalle elezioni non ha mai messo in agenda l’Universiade. Ma ora comincia ad interessarsene. Ma in regione più di qualcosa si è già mosso. conta la qualità per far sì che l’universiade sia davvero l’occasione migliore per una Campania da podio. E per un’Italia che dia segno concreto di ripartenza grazie allo sport, muovendo al fianco dell’industria delle medaglie quella della tecnologia, dell’informatica, dell’edilizia, oltre a food, turismo, moda. Insomma, conti in blu solo se l’Italia saprà essere unita anche quando non suona l’inno nazionale.

Gianfranco Coppola (*)

(*) Vicepresidente nazionale Ussi (Unione Stampa Sportiva Italiana)

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