Più facile istituire gli ordini

Aumento delle pene previste per l’esercizio abusivo della professione, possibilità per gli albi che hanno più di 50 mila iscritti di costituirsi in un ordine, eliminazione del sorteggio per il collegio dei revisori e del limite di due mandati per presidente, vicepresidente, tesoriere e segretario. Queste alcune delle novità introdotte al ddl Lorenzin sul riordino delle professioni sanitarie, il cui testo è stato approvato ieri alla camera in seconda lettura dopo più di un anno dal suo approdo in commissione affari sociali a Montecitorio. Ora il ddl è atteso a palazzo Madama per l’approvazione definitiva. L’obiettivo principale del ddl è quello di operare una riorganizzazione dei vari ordini relativi alle professioni sanitarie, muovendosi in una logica di armonizzazione e modernizzazione degli stessi. Professioni sanitarie. Il ddl realizza un ampliamento degli ordini professionali esistenti. Vengono aggiunti, rispetto alla normativa vigente, gli ordini dei biologi e delle professioni infermieristiche, della professione di ostetrica e dei tecnici sanitari di radiologia medica. Inoltre, istituiti gli ordini dei fisici, dei chimici, delle professioni sanitarie tecniche e degli psicologi. E l’arti- colo quattro del testo a operare queste aggiunte. Inoltre, ed è questa una delle novita più importanti che sono emerse dall’esame in assemblea alla camera, è prevista la possibilità che, nel caso in cui il numero degli iscritti a un albo professionale sia superiore a 50 mila unità, il rappresentante legale dell’albo pub richiedere al ministro della salute l’istituzione di un nuovo ordine che «assuma la denominazione corrispondente alla professione sanitaria svolta». La costituzione dell’ordine avviene secondo modalità e termini stabiliti con decreto ministeriale, che in nessun modo deve prevedere nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Oltre all’istituzione degli ordini, il disegno di legge prevede la definizione dell’area delle professioni sociosanitarie (art. 5) dove vengono ricompresi gli operatori sociosanitari e le professioni di assistenti sociali, sociologi e educatori. Individuate, poi, le professioni dell’osteopata e del chiropratico (art. 7), per i quali l’ordinamento didattico della formazione universitaria sarà stabilito con decreto del Miur entro sei mesi dall’approvazione della legge. Revisori e mandati. Eliminata la procedura di selezione a sorteggio per i revisori dei conti, che era stata inserita dall’esame in commissione affari sociali. L’unico revisore legale esterno sarà scelto direttamente all’interno degli ordini sanitari. Eliminato anche il limite di due mandati per ricoprire il ruolo di presidente, vicepresidente, tesoriere e segretario dell’ordine. Infine, dalla terza convocazione, la votazione sarà valida a prescindere dal numero dei votanti. Sanzioni. Aumentate le pene per chi esercita abusivamente una professione sanitaria. Rispetto a quelle definite in commissione affari sociali, si passa «per chi esercita senza l’abilitazione richiesta» a un periodo di reclusione compreso tra i tre e i dieci anni (prima era tra i sei mesi e i tre anni). Previste inoltre multe da 10 mila a 50 mila euro. Reclusione da uno a cinque anni e multa da 15 mila a 75 mila euro per il professionista che «ha determinato altri a commettere il reato» di esercizio abusivo. Farmacie. E stato eliminato l’articolo 16 che agiva per modificare la legge 102 del testo unico delle leggi sanitarie. L’articolo avrebbe permesso l’attività all’interno delle farmacie di altri professionisti sanitari, come fisioterapisti o infermieri. La notizia è stata colta con notevole disappunto dalla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani, che hanno espresso la loro contrarietà alla disposizione in una nota emessa ieri. Secondo il segretario Maurizio Pace «non è pensabile che dopo un iter parlamentare durato anni, segnato infine dallo stravolgimento del testo approvato al senato, il ddl a firma del ministro della salute Lorenzin venga privato di una previsione fondamentale. Non è questa una riforma all’altezza della storia degli ordini delle professioni sanitarie».

Fonte: ItaliaOggi

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