Dalla lotta all’evasione 19 miliardi di euro nel 2017

La lotta all’evasione 2017 a quota 19 mld senza voluntary disclosure. dare i primi numeri sul recupero 2017 da parte dell’amministrazione finanziaria è stato il viceministro dell’economia Luigi Casero, intervenendo ieri al ForumTax Ipsoa. «I dati», ha annunciato il viceministro, «li presenteremo tra qualche giorno. Stanno arrivando in questi giorni e non c’è ancora un dato definitivo. Il trend è sicuramente positivo. Ogni volta analizzo il dato su 15 anni e vedo che c’è stata una crescita enorme». Dunque anche il 2017 va verso quota 19 mld (risultato del 2016) con, come si è sbilanciato Casero, qualche leggero incremento. «I dati del recupero dell’evasione fiscale del 2017 dovrebbero essere allo stesso livello del 2016, o forse poco più alti se pensate che l’anno scorso c’era la voluntary disclosure». A confermare i risultati, quest’anno, potrebbero contribuire il boom della rottamazione delle cartelle, agenzia della riscossione, la chiusura con adesione, da 100 min, della vertenza fiscale di Amazon a dicembre e un incremento del tasso di compliance che l’anno scorso aveva chiuso a 500 min di euro. Nel caso della rottamazione, nella relazione tecnica del collegato fiscale che ha riaperto i termini per la rottamazione bis, si prevedevano 5 mld per il 2017 e 2,2 mld per il 2018. Anche se i calcoli delle prime tre rate 2017 si stanno ancora chiudendo. Mentre sul fronte dell’Agenzia delle entrate il direttore, Ernesto Maria Ruffini preme l’acceleratore sulla riorganizzazione della struttura. «La prossima settimana prenderà la luce la riorganizzazione interna dell’Agenzia delle entrate, fortemente voluta dal ministero dell’Economia». Il riassetto, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, prevede ai vertici dell’Agenzia il rientro di Valerio Barbantini, già dirigente dell’Agenzia andato poi all’Ocse a seguire il progetto Beps (linee guida sull’elusione fiscale internazionale per i paesi in via di sviluppo), nel ruolo di capodivisione contribuenti, e Paolo Savini, padre della dichiarazione precompilata, capodivisione servizi, entrambi sono in predicato per diventare i due nuovi vicedirettori dell’Agenzia. In arrivo anche la nomina di Laura Salvati, dirigente di Agenzia delle entrate Riscossione, alla guida della direzione centrale Affari legali. Il direttore dell’Agenzia delle entrate ha spiegato, nel corso del suo saluto, che la «riorganizzazione fa in modo di adattarci alla realtà che ci circonda perché il fisco deve essere un servizio per il Paese». Una riorganizzazione che, in un certo senso è già entrata, aldilà degli step burocratici nel vivo. Come annunciato durante il convegno organizzato da ItaliaOggi l’8 novembre scorso, infatti, il direttore ha avviato una sorta di direzione satellite dell’Agenzia delle entrate in Lombardia, iniziando a venire periodicamente nel suo ufficio di Milano. Durante i lavori di ieri, spazio anche al tema della tassazione digitale. Antonio Tomassini, responsabile del dipartimento fiscale di Dla Piper, ha evidenziato con riferimento alla web tax, introdotta dalla legge di Bilancio: «La web tax italiana non funziona, si configura come discriminatoria e rischia censure comunitarie perché è un sovrimposta indiretta, oltretutto è indeterminata Insomma sono le soluzioni internazionali quelle che devono essere trovate». Infine il generale della Guardia di finanza Giorgio Toschi ha evidenziato che interverranno sempre più in sinergia con l’Agenzia delle entrate e che, anche per le fiamme gialle, il futuro è la compliance limitando i controlli in caso di frode. In particolare il numero uno della Gd1 spiegando la collaborazione con l’Agenzia delle entrate ha spiegato: «Scopo di questo continuo scambio di esperienze è quello di conferire maggiore credibilità all’attività di controllo, incrementando la qualità, la concretezza e l’efficacia dell’azione ispettiva dell’amministrazione finanziaria nel suo complesso, che così si manifesta all’attenzione della collettività in maniera coerente e univoca». Toschi ha poi ricordato, citando la circolare 1/2018, le nuove linee guida di intervento con un riguardo particolare al contraddittorio preventivo: «E stata prevista, per la prima volta in maniera espressa e definita, la possibilità di integrazione e di riesame degli atti della verifica, anticipando a questa fase istruttoria la possibilità di porre in essere una sorta di “autotutela” tributaria».

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