Undici proposte per il rilancio

Undici punti per rilanciare il paese. I professionisti del Cup, di Rpt (Rete delle professioni tecniche), Adepp e Cna professioni, uniti, hanno deciso di bypassare la politica e di rivolgersi direttamente al garante della Costituzione, cioè al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per sottoporre le loro proposte «tecniche» elaborate per far funzionare meglio il paese. Il manifesto «Idee per la modernizzazione del Paese», è stato illustrato questa mattina a Roma, dall’Alleanza professionisti per l’Italia, l’aggregazione che rappresenta oltre 2 milioni di professionisti italiani. «Il documento vuole essere un contributo a quello che sarà il futuro del paese. Lungi dall’intervenire in quello che è il contesto elettorale del momento, i professionisti mirano oltre e guardano a ciò che avverrà dopo le elezioni e a quello che sarà il mandato per il nuovo Parlamento e il nuovo governo», ha detto Marina Calderone, presidente dei Consulenti del lavoro e del Comitato unitario delle professioni. Gli ha fatto eco il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri e di Rtp, Armando Zambrano: «In questo momento il nostro interlocutore è il Presidente della Repubblica: pensiamo che oggi i partiti siano troppo stimolati a dire di sì a tutti, e allora pensiamo che le nostre proposte debbano andare a chi ha la responsabilità di formare un governo. Speriamo che Mattarella accolga le nostre proposte e ci auguriamo di essere ascoltati al momento della formazione del nuovo governo». Tra le idee contenute nel manifesto di Alleanza professionisti per l’Italia, ed elaborate da 10 gruppi di lavoro interprofessionali, al primo punto c’è la salute e il benessere dei cittadini, declinato con l’auspicio di una serie di interventi per la promozione di politiche di inclusione e sostegno nei confronti delle fasce deboli della popolazione, ma anche con la richiesta di interventi «finalizzati a creare habitat e contesti urbani vivibili e inclusivi». Al secondo punto, una «giustizia in un tempo giusto». Secondo il mondo delle professioni, quello della certezza dei tempi della giustizia è una precondizione necessaria per poter parlare di attrazione di investimenti. Due gli interventi auspicati: il rilancio degli strumenti alternativi di soluzione delle controversie, e in particolare della mediazione, e la rivisitazione del sistema successorio, intervenendo con una riforma organica della normativa. E poi semplificazione burocratica e servizi pubblici più efficienti, anche «riaffermando la sussidiarietà degli ordini professionali, con la devoluzione di una serie di competenze ai professionisti». A questo proposito, l’Alleanza invoca l’attribuzione alle professioni legali e al Notariato di «attività amministrative attualmente in capo al giudice, la verifica ai consulenti del lavoro della «compliance giuslavoristica» negli appalti pubblici» e «i controlli delle categorie tecniche su opere e servizi di pubblica utilità». Inoltre, le professioni chiedono semplificazione sul piano fiscale, intervenendo sulla normativa antiriciclaggio, prevedendo una premialità per l’adozione della fatturazione elettronica e chiedendo il rispetto dello Statuto del contribuente. E poi, il manifesto chiede un sistema di incentivazione delle assunzioni «attraverso sgravi fiscali, contributivi e l’ulteriore riduzione del cuneo fiscale»; il rilancio della previdenza integrativa; la razionalizzazione della spesa, identificando «ambiti strategici di intervento pubblico e privato»; l’introduzione del «diritto universale alla connessione internet», e l’avvio di «un censimento del patrimonio edilizio esistente per interventi di riuso». E, infine, il rafforzamento dello «status giuridico degli Ordini professionali» (quali enti di diritto pubblico), rivedendo i criteri di rappresentanza, e soprattutto, la valorizzazione delle risorse delle Casse previdenziali dei professionisti con «un trattamento fiscale equo». Questa richiesta stata sottolineata anche da Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp, l’associazione delle Casse di previdenza privatizzate, che ha sottolineato come questo sia il momento, per le professioni, di fare solidarietà. «Ognuno di noi deve fare la sua parte per modernizzare il Paese, e il documento messo a punto punta a questo obiettivo con l’ottimo riferimento al Presidente della Repubblica e alla difesa della Costituzione».

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